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Musicavedine 21a edizione. Cento anni dalla fine della Grande Guerra - Cavedine

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È con il “Canto degli Italiani” che si è conclusa la ventunesima edizione di Musicavedine.


È consolidata consuetudine che al termine delle esibizioni i cori presenti cantino assieme un brano o due. Data l’occasione – cento anni dal termine del primo conflitto mondiale – il brano non poteva essere che uno: «Fratelli d’Italia, l’Italia s’è desta... l’Italia chiamò. Sì!». È con il “Canto degli Italiani” che si è conclusa la ventunesima edizione di Musicavedine, quel canto scritto da Goffredo Mameli e musicato, secondo la leggenda, in una notte da Michele Novaro, quel canto che parla di Italia ma composto quando ancora l’Italia non esisteva, quando era ancora un’idea, che si è realizzata nel Risorgimento e poi con l’annessione di Trento e Trieste proprio dopo la fine della “Grande Guerra” Nella sala della biblioteca, gremita all’inverosimile, tutti sono in piedi. Su l’«attenti» i rappresentanti delle varie associazioni d’arma con le loro bandiere: il Gruppo Alpini di Cavedine e di Vigo Cavedine, il Nucleo Valle di Cavedine dell’Associazione Arma Aeronautica, l’Associazione Nazionale Carabinieri di Lasino, l’Associazione Reduci ed il Corpo del VVF di Cavedine.
Un fremito gelido percorre le ossa di tutti pensando ai tanti, tantissimi, che hanno risposto «Sì!»: giovani e non più giovani partiti e mai più tornati o tornati feriti, mutilati; madri, spose, fidanzate che invano hanno atteso il loro ritorno, famiglie distrutte, macerie ovunque. È il primo di tre appuntamenti che la Biblioteca di Cavedine e l’Assessorato alla cultura hanno organizzato a ricordo dei 100 anni dalla fine della Grande Guerra. Merita di essere ricordata un’altra consuetudine: prima dell’inizio del concerto l’Amministrazione del comune di Cavedine ama salutare il coro ospite e quello che ospita, nella sala del consiglio.
Vengono scambiate parole di benvenuto e presentati regali di circostanza. Ma è ora di dare spazio al canto per celebrare la 21a edizione di Musicavedine! Un momento di silenzio in memoria di tutti i caduti, civili e militari, precede “Ai preat”, un primo brano del Coro Cima Verde quasi conseguente al momento di raccoglimento. Quasi una filastrocca che si tinge presto di amara delusione: due fidanzati progettano nozze che la guerra impedisce. Seguono altri brani che ci portano su fronti di guerra tragicamente impressi a fuoco nella memoria: Il Golico e Ortigara, «monte santo dell’alpino». Emozioni forti dall’interpretazione e appalusi convinti.
Applauditissima la sezione giovanile del Coro Cima Verde, il Minicoro Camp Fiorì, diviso tra i più “piccoli”, formati da elementari e medie e quelli più grandi, dalla seconda media in poi. Cantano Venti di Pace: un augurio anche per le tante guerre ancora in corso e Hallelujah, affermazione del desiderio di vivere e di costruire pace. Battiamo le mani per due new entry: Federico Pederzolli (2011) e Sebastiano Cristofolini (2003). Il Sindaco di Cavedine, Maria Ceschini, viene invitata a dire due parole a nome dell’Amministrazione Comunale, che da anni collabora e sostiene il Coro Cima Verde. Saluta il Coro ospite e il folto pubblico presente e ringrazia il Coro Cima Verde, fiore all’occhiello della Valle dei Laghi, che da anni organizza la manifestazione che ha visto il susseguirsi di tanti cori prestigiosi.

Il coro ospite si accinge a schierarsi: Coro ANA La Preara di Caprino Veronese diretto dal M.° Maurizio Sacquegna. Perlopiù conosciuto il programma proposto egregiamente eseguito, tutto improntato agli alpini e alla guerra: Sette Croci del Pasubio, La Tradotta, Sui Monti Scarpazi, Monte Pasubio, Il testamento del Capitano. Alpini Italiani inneggia alla presenza degli alpini ovunque avvenga una calamità: là dove l’acqua lascia il suo corso, là dove un terremoto scuote la terra, là dove si presenti una necessità. Benia Calastoria chiude l’esibizione tra fragorosi appalusi: costretto ad emigrare un uomo torna alla sua terra; non c’è più il padre, non c’è più il suo paese... Al momento dello scambio dei ricordi il Coro Cima Verde consegna il “crest” al nuovo corista Lino Bottura che da un anno attende l’ingresso ufficiale. Il canto dell’inno nazionale chiude questa partecipata 21a edizione di Musicavedine e poi... come usanza e simbolo dell’amicizia che lega le formazioni corali, tutti a cena presso la Casa Sociale di Vigo Cavedine.

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