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Aggiornato il:16 Luglio 08:22.

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33a Stella Alpina - Trentino

I180708 Stella Alpina 4 bergamaschi Guido Barcella e Ombretta Ghidotti si aggiudicano per la prima volta la «Stella Alpina».

TRENTINO - La grande prestazione offerta nella seconda giornata di gara, la più lunga ed impegnativa delle tre nelle quali si è articolata la 33ª rievocazione storica della Stella Alpina, è stata decisiva. La coppia composta da Guido Barcella e Ombretta Ghidotti su Fiat 508 C del 1938 nella giornata di oggi è infatti riuscita a difendere il primato conquistato sabato e a portare a casa per la prima volta la vittoria, succedendo così nell’albo d’oro a Passanante e De Alessandrini, che lo scorso anno si erano imposti con una vettura dello stesso modello. I due bergamaschi hanno chiuso la propria avventura dolomitica con 524,40 penalità, ovvero 34,5 in meno di Gianmaria Aghem e Rossella Conti su Bmw 328 Roadster, con i quali hanno dato vita ad un serrato testa a testa durato tre giorni. Nell’ultimo giorno i due torinesi hanno perduto altre 20 lunghezze dai battistrada, ma non hanno incontrato grosse difficoltà a difendere il secondo posto dagli attacchi di Antonio D'Antinone e Amalia De Biase (632,06) su Porsche 911 del 1969 e Fabio Salvinelli e Guido Ceccardi su Fiat 514 MM del 1930, quarti con 666,90 penalità. Quinta piazza per Paolo Salvetti e Bruno Spozio su Fiat 1100/103 del 1953 a quota 792,54. Per quanto concerne i raggruppamenti, se il primo è stato appannaggio dei vincitori, il secondo è stato terreno di caccia per gli stessi Salvetti e Spozio su Fiat 1100/103, il terzo di Ivan Serravalle e Nicole Samer su Alfa Romeo Giulietta Spider Veloce, il quarto di Maurizio Magnoni e Marisa Vanoni su Porsche 356 e il quinto di D'Antinone e De Biase su Porsche 911. Per quanto riguarda le vetture moderne, ha dominato la coppia mantovana composta da Giordano Mozzi e Stefania Biacca su Ferrari 458 Spider del 2012, che ha accumulato 2.313 penalità, 1.488 in meno di Mauro e Patrizio Trifero su Ferrari 456 MGT del 1999 e 7.170 in meno di Giovanni Carretti e Antonella Furlan su Ferrari 488 Spider del 2018. Ai vincitori della classifica assoluta è andato anche il Trofeo Azimut, riservato alle vetture ante 1957. Il Loro Piana Classic Team si è aggiudicato il Trofeo Banca Galileo, assegnato alla prima scuderia classificata, mentre la Coppa delle Dame è finita nelle mani di Daniela Guaita e Daniela Arnoldi su Lancia Fulvia Coupè 1.3 del 1971. La bellissima Aston Martin DB4 di Marco Astorri e Simona Zucchini si è aggiudicata il premio Gare d’Epoca, riservato alla vettura più elegante. «Dopo aver conqustato la Winter Marathon questa era la prima gara importante nella quale ci siamo impegnati – racconta il vincitore Guido Barcella – ed era nostra intenzione scrivere per la prima volta il nostro nome nell’albo d’oro. Ci siamo riusciti, battendo avversari molto validi, primi fra tutti Gianmaria Aghem e Rossella Conti, soprattutto grazie ad una seconda giornata interpretata all’attacco per rimediare alla prima non proprio brillante. La nostra vettura anteguerra ha sofferto non poco la salita, ma alla fine abbiamo raggiunto l’obiettivo che ci eravamo prefissati». Il percorso dell’ultima tappa ha portato i driver da Vigo di Fassa a Lavis, transitando per Moena, Predazzo, Cavalese, Trodena, Egna, Magré, Salorno e San Michele all'Adige, con tredici prove cronometrate a Predazzo, tre a Ziano, due prove di media a Montagna, cinque prove cronometrate a Egna, due prove di media a Salorno e cinque prove cronometrate in Piana Rotaliana. Al di là delle vicende agonistiche va ricordato che sabato sera il presidente di Canossa Events ha organizzato a sorpresa un incontro tra i concorrenti e lo staff della Fiorentina, a Moena per il consueto ritiro precampionato, e rappresentata allo Chalet Valbona da Giancarlo Antognoni e dall’allenatore Stefano Pioli. Per l’occasione durante la cena è stata lanciata un’asta silenziosa tra i partecipanti per aggiudicarsi un pallone firmato da tutta la squadra, che ha fruttato quasi 6.000 euro donati al comune di Moena per la sistemazione dei danni provocati dall’alluvione. Ad aggiudicarselo è stato Enrico Zobele, patron della manifestazione. L’appuntamento è per l’edizione 2019.

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