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Conflitto di interesse, replica - Lettere al giornale

valle dei laghi.jpgPubblichiamo la replica a "Conflitto di interesse" online nella rubrica "Lettere al giornale" in data 7 giugno 2018.


E’ con un po’ di amarezza ma con molta serenità che mi accingo a replicare, all’articolo pubblicato su questa testata qualche giorno fa a firma del gruppo di Minoranza Progetto Vallelaghi.
Vero che il sottoscritto faceva parte di una cooperativa di professionisti che si occupava di progettazione di opere edili denominata Ecodomo Soc. Coop. (società sciolta nel 2016). In conseguenza a questo, mi sembra corretto per dovere di cronaca, dare luce in maniera compiuta allo svolgersi dei fatti che hanno portato la società Ecodomo ad intentare una causa per recupero crediti nei confronti del Comune di Terlago.Mi preme sottolineare che il sottoscritto, nella redazione e sviluppo del progetto oggetto dell'agone non ha contribuito nemmeno con un ora di lavoro, che è stato interamente svolto da altri professionisti soci di detta cooperativa.A detta società in data 09/08/2011 veniva assegnato con delibera di giunta dell’ex Comune di Terlago l’incarico per progettazione definitiva, esecutiva, dimensionamento strutturale e sicurezza in fase di progettazione del nuovo magazzino comunale sulla p.f. 238/6 CC di Terlago.
In data 17/08/2011 veniva stipulata relativa convenzione tra l’allora Sindaco di Terlago e il presidente della cooperativa Ecodomo.In data 18/10/2011 con apposita delibera veniva approvato in linea tecnica il progetto definitivo di detti lavori.In data 07/12/2011 veniva poi approvato con delibera 180 dd 07/12/2011 il progetto esecutivo di tale opera e quindi tutti gli incartamenti per poter in breve tempo esperire la gara di appalto.In data 29-03-2012 veniva sottoscritto con la ditta Crimaldi srl in ATI con Cantieri Edili srl il contratto di appalto per l'esecuzione dell'opera.Nel frattempo l’amministrazione aveva trovato risorse per poter avviare la progettazione della nuova caserma dei VVFF ed aveva deciso di realizzare detta opera a fianco del magazzino comunale.Operazione quest'ultima, più facile a dirsi che a farsi; la richiesta di adeguamento infatti ha comportato lo spostamento verso Sud-Ovest di tutto il magazzino modificandone la forma ed anche la parte strutturale, che era già progettata con esecutivo.
Per meglio chiarire era necessario rifare il progetto architettonico definitivo, il progetto esecutivo strutturale ed architettonico, compreso computi ed allegati (progetto impianto elettrico, berlinese ecc.).Il costo delle spese tecniche di detta richiesta di variante veniva prontamente presentato all'amministrazione comunale con regolare preventivo di parcella protocollato al n. 1124 dd 21/02/2012 per la Variante n. 1 al magazzino comunale.Nel marzo 2012 veniva redatta detta variante all’adeguamento dell’opera alle nuove esigenze dell’amministrazione e con delibera giuntale n. 105 data 19-07-2012 veniva approvata.In detta variante, ed è qui l'errore di valutazione in buona fede da parte di Ecodomo, nel quadro economico non veniva inserito (ovvero è stato chiesto dall'amministrazione di toglierlo) il nuovo costo delle spese tecniche per non dover fare una variazione di bilancio visti i tempi stretti per l'inizio dei lavori.Nel periodo successivo venivano iniziati i lavori utilizzando gli elaborati di variante redatti dalla società Ecodomo ed approvati con la delibera pocanzi enunciata.La società Ecodomo in più di un occasione anche in forma scritta ha chiesto il saldo di detta parcella senza ottenere nessun riscontro (nemmeno un incontro chiarificatorio e/o di confronto) da parte dell'amministrazione comunale, in assenza di riscontri da parte dell’amministrazione ha affidato ad un legale il recupero del credito.In prima istanza il giudice civile ha accolto l’istanza della coop. Ecodomo, considerando la prestazione eseguita una prosecuzione del contratto di incarico originario, ha quindi emesso decreto ingiuntivo dd 07/08/2015 e successivamente ne ha pronunciato la provvisoria esecutorietà ordinando così il pagamento di tale parcella all’amministrazione dell'ex Comune di Terlago. L’Amministrazione ha a sua volta proceduto all’opposizione di tale decreto ingiuntivo e pertanto la causa si è protratta fino alla sentenza di I grado emessa in data 15/05/2017.
In corsa la causa è stata affidata ad altro giudice. Il nuovo giudice ribaltando completamente la prima valutazione, ha considerato il servizio di redazione della variante come nuovo incarico e quindi ha annullato il primo ordine di ingiunzione di pagamento.Detta sentenza chiarisce due cose sostanziali nell’accogliere le ragioni del Comune:- la prima che era necessaria una delibera di incarico per redigere la variante (quindi un contratto scritto e/o inserimento dell'importo all'interno del quadro economico di variante) che l’amm.ne comunale non ha mai redatto, a questo punto credo di poter dire in malafede.- la seconda che cito testualmente da estratto sentenza: .....in comparsa di costituzione e risposta, il Sindaco aveva richiesto a Ecodomo di redigere una variante del progetto esecutivo del magazzino ammettendo pertanto che vi era stato solamente un incarico verbale non preceduto da alcuna delibera della giunta comunale e tanto meno dalla conclusione di un contratto scritto.
E' quindi nei fatti che alla società Ecodomo venne dato un incarico (seppur verbale) di variante;Prontamente la società Ecodomo presentava il costo della variante alla amministrazione con regolare preventivo di parcella.In buona fede poi Ecodomo ha redatto la variante dando per scontato il riconoscimento del preventivo di parcella.Nei tempi richiesti ha presentato la documentazione necessaria per l'esecuzione dell'opera che però il tribunale ha ritenuto che non ne sia riconosciuto il valore, non perché non espletata, ma perché il comune non ha formalizzato il servizio svolto con un accordo scritto.La colpa della società Ecodomo quindi non è di aver intascato denaro e non aver svolto un servizio ma di aver svolto un servizio che il sindaco ha ordinato verbalmente ma che arbitrariamente ha ritenuto di non pagare.L'amministrazione comunale di Terlago ora confluita nel comune Valllelaghi vanta ora un credito nei confronti di Ecodomo oltre all'importo di parcella anche delle spese processuali. Di fatto la società Ecodomo nel 2016 è stata sciolta è quindi non è più possibile da detta società escutere alcun credito.Dal canto loro gli ex soci di Ecodomo hanno incaricato un legale per il recupero del credito nei confronti della persona fisica che in fase di dibattimento processuale ha affermato di aver incaricato la società Ecodomo all'espletamento della variante.Su indicazione del legale incaricato da ECODOMO gli ex soci sono in attesa di un responso su detta azione, nel caso di un riconoscimento della richiesta sarà immediatamente disposta una cessione di credito maturata in detta azione legale.Ritengo quindi che quanto da me compiuto, ovvero fare un passo di lato, creando un gruppo consigliare autonomo, sia un comportamento assolutamente in linea con il buon senso.Un fatto credo sia comunque chiaro: che l’amm.ne dell'ex comune di Terlago non ha subito nessun danno erariale visto che il progetto di variante è stato utilizzato per la realizzazione dell’opera al netto del solaio di copertura che di seguito analizzerò con maggior dettaglio.Mi permetto di seguito inoltre di chiarire anche le altre questioni sollevate nel articolo a firma del gruppo consigliare Progetto Vallelaghi.Si richiama in un passaggio che il comune ha dovuto sobbarcarsi anche il costo della tassa di registro per un importo di 262.50 € perché la società ECODOMO non ha pagato detto importo. Nulla di più falso.
Il liquidatore incaricato ha pagato detta tassa in data 11/05/2018. Una attenta Minoranza prima di dare notizie false dovrebbe informarsi. Sono disponibile a fornire copia del pagamento agli autori dell’articolo.Per quanto riguarda l’uso che ECODOMO ha fatto con il denaro ricevuto dall’amm.ne comunale rientra in una normale procedura economica, pagamento di prestazioni, forniture o imposte.Per quanto riguarda poi un presunto quanto fantasioso conflitto di interesse che farebbe capo alla mia persona chiedo ai rappresentanti del gruppo Progetto Vallelaghi di chiarirmi in che ambito e in che modo la mia carica di consigliere possa cambiare le sorti della questione. Una attenta Minoranza dovrebbe aver capito che le sorti della causa sono esclusivamente di competenza della giustizia civile.In più di un’occasione (4 occasioni due via mail all’indirizzo del gruppo Progetto Vallelaghi una in data 19/03/2018 ed una in data 09/04/2018 e due verbali al consigliere Paolo Decarli) gli ex soci ECODOMO tramite Remo Zanella hanno chiesto un incontro chiarificatorio per esporre quanto illustrato precedentemente senza nessun riscontro. In detto incontro, visto che nei banchi dell'attuale Minoranza vi siedono due ex Assessori della precedente amm.ne dell'ex comune di Terlago, vi era una precisa volontà di chiedere le ragioni, per me ancora oscure, che hanno spinto l’amm.ne comunale di Terlago a non pagare una prestazione eseguita nei tempi e modi richiesti.Mi risultano inoltre poco chiare ed approfitto in questa sede per avere indicazioni dagli ex Assessori Paolo Decarli ed Andreana Castelli, le ragioni che hanno spinto la Giunta del comune di Terlago ad approvare una seconda perizia di variante, peraltro molto tempo dopo che i lavori sono stati eseguiti, che ha modificato la tipologia del solaio di copertura riducendone le caratteristiche di portata ma aumentandone i costi di circa 82.000,00 € oltre iva a carico della amm.ne comunale in totale spregio al comma 12 dell'art. 126 del D.G.P. 9-84 leg dd 11-05-2012.
Una attenta Minoranza queste cose dovrebbe verificarle e portarle all’attenzione della magistratura contabile. Sarà una mission che mi impegno a portare a termine in prima persona.Non mi risultano inoltre chiare nemmeno le ragioni per un incarico specifico per il progetto della berlinese affidato ad un geologo esterno costato 6.500 € oltre iva e oneri all’amm.ne comunale visto che era già stato redatto dalla società ECODOMO nella variante oggetto della contesa il cui costo era compreso nella parcella oggetto del contendere. Una attenta Minoranza queste cose dovrebbe verificarle e portarle all’attenzione della magistratura contabile. Sarà una mission che mi impegno a portare a termine in prima persona.Per concludere sono convinto che la Minoranza in una amministrazione comunale non debba autorelegarsi nel limbo in attesa di diventare forza di governo, ma che sia una componente importante per un innalzamento della qualità amministrativa, a maggior ragione nel caso del comune Vallelaghi dove ho potuto verificare una grande disponibilità al confronto da parte del gruppo di governo. Credo che, sia l’attuale maggioranza che la popolazione del comune Vallelaghi, questo se lo meriti.

Cons. Armando Zanella

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