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L'alimentazione dei soldati nella guerra 1914/18 - Trento

180504 Conferenza Martini ANA 07L'alimentazione del soldato nella Prima guerra mondiale.

TRENTO - Il dottor Giorgio Martini, titolare la farmacia dello sportivo “San Rocco”, ubicata nell'abitato di Cembra nell'omonima valle del Trentino occidentale, dalle origini a dir poco antichissime tanto che in una pergamena del 1476 viene menzionata con il termine dialettale “spezial” (ovvero farmacia), pluri laureato in Farmacia, Biologia della Nutrizione, Scienze e Tecnologie del Fitness e Prodotti della Salute, Scienza della Nutrizione e Scienze Motorie Preventive e Adattate, ha svolto una interessante relazione scientifica, nel tardo pomeriggio di venerdì 04 maggio 2018, sull'alimentazione del soldato nel corso della Prima guerra mondiale (1914-18). Evento culturale inserito tra quelli promossi dall'Associazione Nazionale Alpini di Trento in occasione della 91ª Adunata Nazionale Alpina, che nel prossimo fine settimana (11-13 maggio 2018) animerà la città di Trento e l'intero territorio provinciale. Conferenza organizzata in stretta sinergia con l'Associazione Italia-Austria di Trento e Rovereto, presente alla conferenza con il presidente Fabrizio Paternoster, mentre il saluto introduttivo è stato demandato al padrone di casa della sezione ANA di Trento Maurizio Pinamonti. Presidente degli alpini del Trentino che ha preannunciato l'arrivo del Presidente della Repubblica e del Ministro della Difesa, oltre ad una delegazione diplomatica austriaca per l'adunata nazionale, che sarà accolta dalla pattuglia acrobatica delle “Frecce Tricolori” e da numerose delegazioni straniere. Nel breve saluto del presidente Fabrizio Paternoster, lo stesso ha rimarcato la stretta collaborazione tra l'Associazione Italia-Austria e gli alpini e l'importanza di queste conferenze. Di seguito la dotta relazione del dottor Giorgio Martini (Capitano di Fregata delle Forze di Complemento della Marina Militare) con delle interessanti storiche video proiezioni, per meglio definire ed illustrare l'oggetto della conferenza, ovvero l'alimentazione delle truppe italiane ed austro-ungariche nel primo tragico conflitto mondiale. Descritti molteplici aspetti logistici per garantire gli approvvigionamenti con una viabilità stradale a dir poco precaria, i blocchi navali alle derrate alimentari, la guerra “in attesa” nelle trincee dove proliferavano malattie d'ogni genere (soprattutto tifo e colera), l'infestazione da ratti, pulci e pidocchi, le dissenterie, gli scarichi fognari inesistenti e la putrefazione di migliaia di cadaveri umani e d'animali, oltre a delle condizioni climatiche avverse. Ma cosa mangiavano i soldati ? Minestroni allungati con l'acqua (spesso non potabile), scatolette di carne, gallette e pane secco. Talvolta della cioccolata e spesso delle bevande alcooliche per dare “coraggio” nelle fasi dell'attacco armato. Pasti spesso collosi, freddi se non congelati, riscaldati alla meno peggio negli elmetti o con dei fornelletti da campo alimentati con la paraffina, con dei rudimentali scalda rancio e l'immancabile gavetta. Alimenti portati alle truppe sui luoghi delle battaglie da muli, cavalli, asini o cani, oppure dalle instancabili portatrici carniche. Vere e proprie eroine belliche ancor oggi non adeguatamente valorizzate dalla storia. E se all'inizio della guerra le calorie “teoriche” pro soldato erano di circa 4082 calorie al giorno, poco mesi dopo queste erano già diminuite a 3065 calorie. E se un soldato non è adeguatamente alimentato questi è ancor più vulnerabile e psicologicamente debole e frustato con gran un vantaggio tattico per il “nemico”. La fame, infatti, è una “gran brutta bestia” e la fame colpì non solo le truppe ma anche, se non peggio, anche le popolazioni civili: allora come ai giorni d'oggi, dove la guerra la fa ahimè da “padrona” incontrastata. Al termine alcuni convenuti hanno fatto alcune domande sull'uso/abuso del tabacco e dell'alcool, e sul ruolo, spesso dimenticato, delle donne durante i conflitti bellici. Una conferenza del tutto inedita, particolare e coinvolgente sull'alimentazione nei teatri di guerra e che ha incuriosito non poco i molti partecipanti.

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