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Aggiornato il:19 Luglio 07:55.

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Ciclabile tra Padergnone e Sarche - Lettere al giornale

180202 foto 05Alcuni giorni fa l’assessore provinciale Italo Gilmozzi prevedeva il collegamento ciclabile da Padergnone, dove arriverà il collegamento con Vezzano tramite un nuovo tratto il cui costo sembra eccessivo, passando lungo alcune strade comunali fino a Sarche.

La cosa mi ha destato un po’ di perplessità, perché conoscendo in veste di ciclista quei percorsi mi è parsa una situazione poco felice. Sicuramente non adatta a far transitare cicloturisti di bassa capacità atletica, come quelli in grado di percorrere la ciclabile esistente nell’Alto Garda. E nemmeno adatta a garantire condizioni del dovuto grado di sicurezza, anche nella speranza, come d'altronde prevedibile, che vi sia un incremento considerevole di frequentatori su due ruote di questo splendido territorio della Valle dei Laghi. Una Valle che ha tanta necessità di uno sviluppo turistico compatibile con le proprie validità ambientali, da tutti auspicato in primis da Piazza Dante, come turismo “dolce” non bisognevole di grandi investimenti. Giusto non spendere eccessivamente, però nemmeno nascondere le difficoltà esistenti di un tracciato inadatto, sarebbe il classico, detto in dialetto veneto: “Pezo el tacon che el buso”. Sicuramente l’assessore Gilmozzi avrà la sensibilità di fare un salto per verificare di persona quanto io segnalo di criticità non risolvibile se non con qualche poco utile cartello di pericolo. Salendo dietro alla Troticoltura inizia un tratto in forte pendenza oltre il 14% e anche superiore in un tornante al 17%. Vi è una serie di quattro tornanti realizzati lungo una vecchia strada agricola al servizio dei vigneti sovrastanti. Oltre al fatto che tale percorso è aperto al traffico principalmente agricolo con i relativi pericoli nell’interferenza di mezzi con caratteristiche differenti, vi è il problema della quasi nulla visibilità nei tornanti ove in caso di discesa ci può essere una velocità sostenuta. Ricordiamoci che lungo questo percorso dovrebbero transitare anche bambini, signori attempati, folti gruppi di turisti, per cui le condizioni di visibilità sono importanti. Successivo a questo primo tratto di difficile pedalata e pericoloso, vi è un tratto pianeggiante e paesaggisticamente interessante, però con sede ristretta e soggetto al passaggio di mezzi agricoli. Il tratto successivo per scendere a Sarche lungo la nota discesa realizzata per fare posto alla cava del cementificio è tutto tranne che adatta a sostituire una pista ciclabile. Incomprensibilmente ha delle curve strette e senza visibilità con la stessa larghezza dei tratti rettilinei, questo è evidente oggi a chi la percorre in automobile, immaginiamoci per gruppi di turisti. Questo dovrebbe inoltre consigliare la PAT a intervenire già oggi, nei due tornanti inferiori dove la larghezza è assolutamente inadatta a un sicuro incrocio di automezzi, oltre ad eliminare la fantasiosa cunetta laterale realizzata con un cordolo in elevazione che aiuta ancor più a restringere la carreggiata. La sostenuta pendenza è ben nota a chi oggi la sale in bicicletta pur allenato, e la concomitanza con cicloturisti di ridotte capacità sarebbe un disastro anche per il traffico a motore. Certo l’uso di ebike faciliterebbe la fatica e durata del percorso ma rimarrebbero le condizioni di pericolo anche perché la strada è molto utilizzata come collegamento tra la Valle di Cavedine e la Piana del Sarca, sia da pendolari sia da automezzi di grosse dimensioni, trattori e camion.

Sotto l’aspetto turistico la idea di allontanare i turisti dai laghi di Toblino e Santa Massenza impedendo di vedere Castel Toblino, sicuramente uno dei simboli del Trentino, sembra una scelta incomprensibile per una Provincia che ha nel turismo uno dei suoi principali valori economici e culturali. Dovendo mantenere i ciclisti vicino ai laghi si deve trovare una situazione che sia integrata con le altre piste già esistenti o in progetto. Una situazione era già suggerita nel costoso incarico di 70 mila euro commissionato a un architetto straniero per la Riqualificazione del Lago di Toblino di cui si allegano due schizzi interessanti. L’ allargamento verso monte della Statale lungo il lago in modo da ricavare la pista ciclabile sul lato a valle, come già esistente alla uscita di Sarche, con la possibilità anche di allargare la pericolosa SS245dir. Un eventuale intervento per sostituire la attuale passeggiata pedonale con una pista ciclabile sulla riva del lago avrebbe un costo altrettanto significativo ma con il risultato di una ulteriore artificializzazione dell’ ambiente lacuale già massacrato dall’ industria idroelettrica.

Alberto Migliorini

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