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Aggiornato il:16 Luglio 16:20.

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La Cassa Rurale della Valle dei Laghi - Cavedine

DSC 0558Il 15 dicembre 2016 presso la sede della Cassa Rurale a Cavedine si è tenuto un momento di scambio di auguri tra il Consiglio di Amministrazione e i dipendenti della Cassa Rurale della Valle dei Laghi ormai prossima alla fusione con la Cassa Rurale Alto Garda.

E’ stato un momento di festa durante il quale il vicepresidente Christian Baldessari, a nome di tutto il Consiglio, ha voluto ripercorrere le tappe più importanti che hanno portato alla fusione con la Cassa Rurale Alto Garda.
Il contesto:
Come è noto il tessuto economico della Valle dei Laghi è caratterizzato dalla presenza di piccole o medio piccole imprese artigiane operanti per lo più nel comparto dell’edilizia. La Cassa Rurale ha visto un forte incremento dei crediti alla clientela nel settore edile negli anni dal 2006 al 2010, passando in questi anni dal 25% al 50% del totale dei crediti verso la clientela. Percentuale che è rimasta praticamente invariata fino al 2014 con una leggera flessione negli ultimi due anni. E’ altrettanto noto che negli ultimi 4-5 anni si è assistito ad un forte rallentamento di tale comparto con inevitabili ripercussioni anche sugli Istituti di credito. Quindi un quadro che vede crediti non performing relativi al comparto edilizio-immobiliare, erogati nella maggior parte dei casi ante 2010, frutto sicuramente di un diverso contesto economico. Il Consiglio ha sempre messo in campo tutti gli strumenti in suo possesso per garantire solidità alla Cassa Rurale, continuità operativa e soprattutto assicurare un valido sostegno ai clienti che operano nella Valle dei Laghi, nella ferma consapevolezza dei limiti riguardo al composizione del credito.

Le Tappe verso la fusione:
Nel secondo semestre 2014 è stato predisposto un piano strategico per il triennio 2015-2017 che prevedeva una riduzione dei crediti al comparto edile ma soprattutto il Consiglio si è attivato fin da subito per verificare opportunità di aggregazione con le Casse Rurali limitrofe. Il confronto in Consiglio è stato vivace in merito alle opportunità di un’aggregazione con la CR di Aldeno e Cadine piuttosto che con la CR Alto Garda. Nel 2015 non è stato possibile predisporre nessun documento preliminare in merito a possibili aggregazioni per i progetti già in atto tra la CR di Trento con Aldeno e Cadine e la CR Alto Garda con Mori Brentonico.

Il Consiglio non poteva però esimersi dall’effettuare importanti accantonamenti sui crediti non performing anche a seguito dell’aggiornamento delle perizie di stima e della verifica delle reali garanzie sui crediti: 13 milioni di svalutazioni nel 2014 e 30 milioni nel 2015 con importanti perdite in conto economico e riduzione del patrimonio di vigilanza.
Il 2016 che ha visto il Consiglio impegnato nell’ispezione delle Banca d’Italia dal 26 gennaio al 25 marzo la quale accelerando quanto iniziato dal Consiglio stesso ha preso atto, in completa autonomia e purtroppo senza possibilità di confronto con il Consiglio di Amministrazione, dell’entità del credito deteriorato sul totale del credito alla clientela, invitando il Consiglio di Amministrazione ad effettuare ulteriori svalutazioni, poi in parte rientrate al 30 giugno con recuperi di valore dell’ordine di qualche milione di euro.

Un processo di aggregazione seguito attivamente e costantemente dal Consiglio di Amministrazione fin dalle prime battute con l’obiettivo di tutelare la realtà del credito cooperativo in Valle dei Laghi, la sua unità e i sui collaboratori.

Il Consiglio di Amministrazione ha potuto confrontarsi a inizio anno in primis con la Federazione della Cooperazione e poi sia con la CR di Trento sia con la CR Alto Garda. Sono state analizzate con scrupolosità dalla struttura tecnica e dal Consiglio di Amministrazione le simulazioni di aggregazione e gli indici prospettici. Il Consiglio si è dato dei criteri di valutazione chiari e oggettivi quali l’attenzione allo sviluppo territoriale, economico e sociale della Valle dei Laghi; il mantenimento dell’unitarietà della Valle dei Laghi e del presidio territoriale; la valorizzazione dei nostri soci nella nuova Cassa rurale; la diversificazione del tessuto economico del nuovo territorio di riferimento e la possibilità di un processo di aggregazione in tempi solleciti e certi.

Tutto questo per garantire un rafforzamento economico e patrimoniale, avere un incremento della reddittività con forti economie di scala, visti i margini sempre più risicati dettati da una forbice dai tassi dare/avere sempre più ridotta, definire una struttura aziendale più robusta ed efficiente con un rafforzamento del presidio dei rischi e un miglioramento delle competenze del personale.

Il Consiglio di Amministrazione ha poi saputo prendere una decisione, a maggio e la scelta è stata quella di avviare il processo di aggregazione con la CR Alto Garda. Fin da subito abbiamo instaurato un rapporto di reciproca fiducia e collaborazione con il Consiglio di Amministrazione dell’Alto Garda e con la struttura tecnica che ci ha permesso di anticipare i tempi della fusione e il processo aggregativo.

Basti pensare alla road map attuata in un periodo veramente breve che ha visto l’approvazione del protocollo di fusione il 23 giugno, il deposito presso Banca d’Italia e Provincia del piano industriale il 21 luglio e a seguito della sua approvazione la convocazione dell’Assemblea straordinaria dei soci lo scorso 11 ottobre con l’approvazione del progetto aggregativo e la firma dell’atto di fusione lo scorso 6 dicembre.

In questo secondo semestre è stato anche in parte anticipato l’aggiornamento di alcune policy, messo in atto incontri di formazione per il personale a partire da settembre e che continuano tutt’ora riscontrando una grande disponibilità da parte dei dipendenti, nell’intento di garantire ai clienti una transizione al 1/1/2017 ad impatto zero, nella piena continuità del servizio offerto.

La storia:

La Valle dei Laghi e in particolare il sistema del credito cooperativo in Valle dei Laghi ha sempre saputo distinguersi per la capacità di affrontare e superare le sfide dei tempi sapendosi rinnovare di volta in volta per rimanere sul mercato e offrire un servizio prezioso per lo sviluppo delle comunità.
Basti pensare che le prime Casse Rurali in valle erano 5, quella di Vezzano nata nel 1896, quella di Cavedine nata nel 1897, quella di Terlago costituita nel 1899, quella di Calavino nata nel 1910 e quella di Santa Massenza costituita nel 1912. Hanno saputo superare momenti difficili come le due guerre mondiali ma hanno anche capito l’importanza di essere uniti con la fusione nel 1988 tra la Cassa Rurale di Terlago e quella di Vezzano e ancora nel 1999 con la fusione che ha portato all’attuale Cassa Rurale della Valle dei Laghi.
Quest’ultimo atto di fusione, che si concretizzerà il primo gennaio 2017 con la nascita della nuova Cassa Rurale dell’Alto Garda dovrà essere quindi un nuovo inizio che vede tutti rafforzati, consapevoli delle sfide di un mercato sempre più complesso ma consci anche dei mezzi e degli obiettivi prefissati.
Il Vicepresidente ha concluso ringraziando tutti i consiglieri che si sono messi in gioco in prima persona e si sono confrontati costantemente con la base sociale.
Ha poi fatto un augurio a tutto il personale, a nome del Consiglio di Amministrazione, invitando tutti a cogliere questa nuova sfida mettendoci dedizione e impegno per far si che l’azienda si rafforzi con l’obiettivo di essere nuova linfa per lo sviluppo economico e sociale del territorio, sicuro anche che non mancheranno importanti opportunità di crescita personale per ciascuno.
Ha poi consegnato a tutti una targa di riconoscenza e un regalo solidale: in sostituzione dell’abituale cena il Consiglio ha deciso infatti di devolvere l’importo all’associazione Progetto Mozambico onlus, per contribuire alla costruzione di una scuola materna a Quelimane in Mozambico.
Un saluto speciale è stato poi rivolto ai dipendenti che con il primo gennaio 2017 non saranno più in servizio: Giorgio Cozzini, Renzo Bortoli, Paolo Pedrotti e Bruno Ruaben.

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