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Aggiornato il:20 Luglio 19:09.

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Giovani poeti e scrittori - Valle dei Laghi

150131 Poesia 1Giovanissimi poeti e scrittori della Valle dei Laghi, vincitori a Centa di San Nicolò.

VALLE DEI LAGHI - Sabato 24 gennaio 2015 la Valle dei Laghi è stata protagonista al Concorso "La fiaba o il racconto di Natale" di Centa S. Nicolò. Premiate la quarta elementare di Cavedine, sapientemente guidata dalla maestra Gabriella Berti e la giovanissima poetessa e scrittrice Aurora Bernardi di Sarche, frequentante la terza media presso l'Istituto Comprensivo 'S. Cuore' di Trento.
Aurora Bernardi, premiata per la terza volta consecutiva, dedica con gratitudine questo emozionante momento alla cara maestra Norma: sebbene ci abbia lasciato due anni fa non smette mai di essere l'angelo custode dei suoi amati alunni!
Di seguito i testi:
 

UNA CIOTOLA DA RIEMPIRE

Il biancore della neve scende incessante. Luci colorate illuminano il paesaggio con intermittenza regolare, scandita da dolci cantilene natalizie. Nelle strade si odora  profumo di zenzero, cannella, mandarino. Le bancarelle di piazza Fiera offrono la loro mercanzia ai passanti che si accalcano.

Tutti sono in cerca degli ultimi regali natalizi. Il gelo mi punge la pelle. Fitti fiocchi coprono la strada: mi ricordano tanto l’inverno di tre anni fa, quello che ha cambiato la mia vita.

Era la vigilia di Natale. La casa era addobbata a festa: l’albero di Natale rifletteva nelle sue bocce la luce dell’attesa. Mio padre non era ancora rientrato. Strano: di solito entro le sette era a casa. Ho pensato che la dirigente dell’orfanotrofio in cui lavorava l’avesse trattenuto per fargli la solita ramanzina sulla scarsa luminosità dei corridoi. Mio padre lavorava come elettricista.

Finalmente arrivò.

Sentii la chiave aprire il portone. Quando lo raggiunsi vidi che con lui c’era una ragazzina di nome Sofia. Aveva la mia stessa età. I capelli corvini le incorniciavano il volto velato di curiosità e in mano portava una valigetta rosata. La guardai con aria interrogativa. Incrociai lo sguardo di mio padre. Era estasiato. Disse che per quel Natale Sofia sarebbe rimasta con noi. Quando la mamma chiese come fosse avvenuta questa decisione lui risposte pimpante:

«Ogni volta che andavo a controllare l’impianto luci, portavo qualche caramella a tutti i bambini. Questa ragazzina però, rispetto agli altri, non correva subito a giocare, ma mi teneva un po’ di compagnia passandomi il materiale ed esprimendo una genuina simpatia per me. Questa mattina, mentre lavoravo, la dirigente mi ha raggiunto e mi ha detto che tutti i bambini avrebbero trascorso il Natale da qualche parente. Solo Sofia sarebbe rimasta lì. Mi ha chiesto se volevo accoglierla per questo Natale. Ho pensato che se tu avessi avuto una nuova amica ti avrebbe fatto piacere. Vero Rosa?»

Annuii, ero proprio felice di avere una nuova amica. Pensavo già ai pigiama party che avremmo potuto fare. La accompagnai in camera mia e insieme preparammo il letto, leggevo nel suo sguardo la gioia di trascorrere il Natale assaporando aria di famiglia.

Iniziammo subito a spettegolare, finché mamma non ci chiamò a tavola. C’era una sedia in più. Mangiammo tutti in allegria quella vigilia: un Gesù bambino inaspettato sedeva alla nostra tavola.

Dopodiché facemmo i tipici rituali prenatalizi: mettemmo nel caminetto il tronco più grande e sistemammo le ciotole con i nostri nomi. Mancava la scodella di Sofia, così presi la mia ciotola e sul lato intonso attaccai un biglietto dove scrissi a caratteri cubitali SOFIA. I nostri nomi erano l’uno accanto all’altro. Mi accorsi che preferivo condividere i miei regali natalizi piuttosto di avere un’amica in meno.

Il giorno di Natale passò velocemente, troppo velocemente. Sofia sarebbe ritornata in orfanotrofio. Eravamo accoccolate sul divano. Il silenzio riempiva il mio cuore. Colei che doveva solo essere un’amica era diventata la sorella che non avevo mai avuto. Ciò che prima non esisteva era diventato indispensabile, unico. La distanza che ci avrebbe separate era come una voragine che pensavo non si sarebbe più ricucita. Il mio cuore era spezzato. Al solo pensiero mi scendevano i lucciconi. Sarebbe partita tra dieci minuti. Il papà non si vedeva ancora. Dov’era andato? Lo scoprii solo quando aprii la porta. Aveva un plico di fogli in una mano e una ciotola nell’altra. Gli corsi incontro per sapere cosa stava accadendo. Lessi il primo foglio: c’era scritto procedura per l’adozione.

Poi guardai la ciotola: che felicità vedere che era stato dipinto il nome Sofia. Lo abbracciai. La gioia che provavo era simile al profumo dei biscotti appena sfornati. Così intenso. Gradito. Benvenuto. Riempiva tutta la casa.

Ricordo ancora che all’abbraccio tra me e papà si unì anche la mamma e la mia nuova sorella.

Sono passati tre anni e la gioia di stare con Sofia si rinnova ogni giorno. Sempre di più. La guardo. I suoi occhi sono ancora curiosi  e dolci come il primo giorno.

Natale è abbraccio.

Unione fraterna.

Sempre

unica

forte

sorprendente

sfavillante!

Natale è ciotola vuota

        che si prepara

        ad accogliere.

 

Questo, invece,  il testo della classe 4a.

Laika, Natalino e Dono si diedero appuntamento davanti alla grande grotta per i preparativi della festa di Natale.
- Stai attento, guarda dove metti le tue zampe, non si può entrare, sei sempre in mezzo!-
- Hai ragione, uno alla volta! Ecco così possiamo passare! Grazie! –
Natalino si fece da parte e lasciò il passo agli altri due. Era un po’ impacciato e maldestro, ma in compenso molto simpatico, bello e saggio.
Fuori il freddo era pungente e la temperatura si abbassava sempre di più.
Entrati, accesero un bel fuoco scoppiettante, incominciarono a esporre le proprie idee per la festa di Natale.
- Eh sì,è già Natale, cosa potremo inventare quest’anno per la nostra festa?-
Dono propose:- Avrei previsto di fare un mercatino nel bosco dei castagni. Che ne dite? Così tutti avranno occasione di fare provviste e acquistare gli addobbi.-
Laika rispose:- Sono un po’ perplessa, l’idea non è male, ma la trovo troppo complicata e poi non abbiamo così tanto tempo. Inoltre uno sforzo così grande per un solo giorno?-
Il fuoco si stava lentamente spegnendo; l’orso più vicino lo ravvivò con dei ramoscelli. Le fiamme avvamparono illuminando le pareti e il soffitto della    tana. Il crepitio della legna secca ritmava il passare del tempo e talvolta sovrastava le voci dei tre amici.
Natalino si alzò, si diresse verso il punto più caldo della caverna, si mise comodo, comodo ed esclamò:- Ho qualcosa di fantastico!!! Sarà bellissimo e divertente, piacerà di sicuro agli animali del bosco. Sono molto fiero!-
Spazientiti chiesero:- Ma ce lo vuoi dire? Cosa aspetti?-
-Organizzeremo la caccia al tesoro, con i doni di Natale! L’ultima tappa del gioco sarà la festa!-
Laika suggerì come premio finale un cesto di provviste.
Furono d’accordo. Si salutarono che era ormai notte.
L’indomani cominciarono a nascondere i doni: nella tana abbandonata dello scoiattolo ,dietro cespugli e tronchi, nella grotta sotto le pietre del focolare, accanto alla cascata ghiacciata e il pacco più grande nel tronco cavo del vecchio castagno.
Durante il giorno, dono si meravigliò di non avere incontrato anima viva il quel bosco. –Che fortuna non ci ha visti nessuno! Abbiamo già finito!-
-Eh no caro, la mancanza dei nostri amici è preoccupante, di solito s’incontra sempre qualcuno qui!- sentenziò Natalino. Il suo tono di voce lasciava intendere una certa preoccupazione.
Si misero subito alla ricerca dei loro amici, che sembrava essersi volatilizzati.
I tre orsi si divisero.
Durante il cammino, quando Laika e Dono si rincontrarono per caso, videro una pista di dolcetti.
Dissero:- Gnam gnam! Dolcetti !-
Quella pista in realtà conduceva dritto ,dritto ad una trappola.
E… -Presi !! Altri peluches!- esclamò Babbo Natale. Aggiunse poi – Oggi i peluches abbondano!-
I malcapitati si ritrovarono ben ben rinchiusi in una scatola natalizia e vennero addossati agli altri pacchi, nella stanza dei regali.

150131 Poesia 2

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