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Aggiornato il:24 Agosto 20:01.

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Capire il Natale in un mondo secolare - Vezzano

141117 natale vezz 2Hanno un bel dirgli che ora il Trentino non è più Tirolo. Luis Brunelli è nato a New   York nel 1941, città nella quale i suoi erano emigrati dal Bleggio (Rango e Cavaione) nel 1913

  VEZZANO - ...ovvero emigrati “dal Tirolo”! E la rivista trimestrale che ha fondato e diffonde negli USA,   “Filò” contiene notizie e vita del “Tirolo” per gli oltre 5.000 “abbonati” (gratuiti) italo-ameriocani,   in lingua inglese. Già... perchè questa è una sua particolarità: tradurre nella lingua del posto,   l’inglese, le notizie del paese d’origine, in favore di generazioni che ormai non hanno più tanta   confidenza con il “talian”.  Ce lo spiega bene il giornalista Alberto Folgheraiter che presenta il relatore della serata di   giovedì 13.11.2014, organizzata dal Gruppo culturale Nereo Garbari nella sala conferenze della   Canonica di Vezzano, Luis raccoglie notizie dalle valli del “Tirolo”: la prossima è la Val di Sole.   Egli si avvale di 40 collaboratori fissi in Trentino, il sito? www.filo.tiroles.com.  Ma non è la sua rivista al centro della conferenza, bensì il Natale e la sua Storia esposta in uno   splendido italiano con accento USA intercalato da cadenze dialettali bleggiane, Brunelli ha   trattenuto i presenti, quasi ipnotizzandoli dalla sua dolcezza e dal suo modo di parlare quasi   “trilingue”, quel giusto mix che “tradisce” la sua provenienza e gli aggiunge un’ulteriore carica di   simpatia.  Luis è nato a New York al primo piano di un palazzo di periferia, povero, senza balconi, tutto   mattoni e ringhiere antincendio, di quelli che per vedere il cielo dovevi sporgere la testa e guardare   verso l’alto, perpendicolarmente. Al terzo piano, in tre stanzette altrettanto anguste, una famiglia   di napoletani, assiepati in sole due delle tre stanze ... perché la terza conteneva solo tanti scatoloni   dai quali, poco prima di ogni Natale usciva il “Natale Napoletano”, personaggi, luci, addobbi   stile Spaccanapoli. “E noli bambini si saliva a guardare quel miracolo ...”. Ecco, forse è proprio da   quella stanzetta che è nata la passione per la Storia “del” Natale, per le sue origini, il suo diverso   essere nello spazio e nel tempo, passione cui ora Luis ha molto tempo da dedicare, ora che dopo   oltre quarant’anni di lavoro come orientatore psicologo, è retired, in pensione e vive in una bella   località nel verde, a 90 km dal centro di New York.  La sua conferenza è arricchita da 238 slides (ci tiene a sottolinearlo), è stata scritta 15 anni fa ed è   stata rappresentata in “Tirolo” e in Usa in molte141117 natale vezz 5 località: la Storia del Natale dai tempi dell’antica   Roma ad oggi.  In estrema sintesi: la festa del natale è nata laica-religiosa presso i Romani, è diventata la Festa   del Natale con Gesù, in parte sta ridiventando la festa di un natale consumistico, che Luis cerca di   riconvertire alla spiritualità originaria.  Antica Roma. Subito dopo la giornata più corta dell’anno (21 dicembre), si rinasce alla vita:  • 17-24 dicembre: festa dei Saturnalia (Saturno, Dio dell’agricoltura)  • 25 dicembre, festa del Sol invictus, Dies natalis Solis invicti  • 31 dicembre – 4 gennaio, Festa delle Calende  In questi giorni non si lavora, si fa festa, i padroni servono gli schiavi ... In particolare, alle   Calende, ci scambiano regali. Patrona delle Calende è la dea Strenia (da cui le “strenne”). Quindi,   natale romano come rinascita della vita (ovvero dell’agricoltura) grazie al ritorno del Sole.  Roma, con la sua religiosità panteistica e le sue strade imperiali, esporta le proprie feste in tutto   l’impero e – con il suo censimento della popolazione – pone le basi storiche dell’àmbito Natale   entro il quale nascerà Gesù, la Nuova Vita. Ecco la continuità: dal natale al Natale. Ma in   che giorno è nato Gesù? Non vi è certezza che sia il 25 dicembre, se non altro perché in inverno i   pastori non portano le pecore al pascolo ... ma questo è solo un dettaglio storico.  La Chiesa “adotta” il Natale per sopprimere il paganesimo, ma deve scendere a compromessi.   il popolo è ancora troppo superstizioso e Papa Gregorio, quando nel 540 invia S. Agostino a   convertire gli inglesi, gli raccomanda di permettere a quelle popolazioni di continuare a sacrificare   il bestiame, com’era loro tradizione. Incertezza ed ambivalenza della Chiesa, fino al Concilio di   Tours del 567 che “sancisce” ufficialmente la data del 25 dicembre. In prosieguo (1600-1700) i   protestanti cancellano la festa.  Per sommi capi: il Natale di S. Francesco, ovvero del Santo che fa rivivere ed umanizza la   ricorrenza ed il Fatto che essa celebra, segnando una svolta nella liturgia della Chiesa.  E poi Luis ci parla delle storie delle varie componenti: dell’albero, del presepe, delle luci, degli   astri e delle stelle, dei portatori di doni, dei Santi, degli addobbi, delle renne, dei regali, delle   poesie, dei canti, delle musiche ... insomma di ogni particolare componente della ricorrenza nel   tempo e nello spazio, per concludere con il “suo” Natale made in USA del “suo” Presepe per   “molte fasi successive” (6 dicembre St. Claus; 8 dicembre, S. Lucia; 13 dicembre, la Madonna;24   dicembre, le luci; 25 dicembre, Adeste Fideles; e quindi regali per tutti per 11 giorni) ben oltre la   semplice “aggiunta dei Re Magi nel presepe”, Presepe realizzato nel giardino di casa con figure in   legno che comprendono i personaggi del mito, della fede e della liturgia e i componenti della sua   famiglia, intenta a leggere i brani di Isaia.  Che dire? Il Natale di Luis è comunque un Natale ricco: ricco di desiderio di ritorno alla spiritualità   ed anche – va detto – ricco di mezzi “mondani”: lo spazio disponibile in un grande giardino, una   grande casa, la necessaria disponibilità economica per realizzare tutto ciò, etc.. ma soprattutto ricco   della sua grande vitalità, del suo grande amore ed interesse per l’Evento e, last but not least,  ricco della sua grande famiglia, dei suoi cinque figli ormai grandi e sposati e dei tanti nipoti   che si riuniscono intorno al loro genitore e nonno. Bravo, Luis, grazie, Luis! Buon Natale a te   e alla tua Famiglia.  P.S.: LUIS: amore per le proprie origini. “Nostalgia”, letteralmente “dolore per il (mancato)   ritorno” nel senso di “amore per il desiderato ritorno non (ancora) realizzato (alle origini)” Ma ...   Luis ... be sure ... don’ worry ... tu, con quello che fai, ritorni nel “tuo Tirolo” ogni giorno ... you’   re coming back to your Tirol every moment of your life! What can we say but ... welcome, Luis   and thank you very much indeed for all! And ...lissen to me: as soon as I receive the poem, I’ll   traslate it in a new italian edition ...almost a new poem.

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