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Castel Madruzzo e Muse - Lettere al quotidiano

CALAVINO - E’ passato un anno e mezzo da quando dalle pagine dell’ Adige lanciavo il paragone tra il parco di Castel Madruzzo e i giardini Trauttmansdorf di Merano.

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CALAVINO - E’ passato un anno e mezzo da quando dalle pagine dell’ Adige lanciavo il paragone tra il parco di Castel Madruzzo e i giardini Trauttmansdorf di Merano. Ora in conclusione della stagione 2013 i giardini di Merano vantano oltre 450 mila visitatori, che al prezzo di 11 euro, fanno circa 4 milioni di introito comprendendo anche i prezzi ridotti, in esercizio da aprile fino a metà novembre! Con incassi di questo tipo anche l’ acquisto di Castel Madruzzo verrebbe ammortizzato in una decina di anni a patto che lo si dimensioni per attrarre una importante quantità di visitatori.
Rispetto ad un anno fa oggi abbiamo anche il Muse a Trento, di cui Madruzzo potrebbe diventare un
complemento molto importante per portare a conoscenza un angolo di storia del 1500 in Trentino,
abbinando aspetti ambientali ed anche sportivi ai contenuti scientifici del museo di Trento
Il suo parco trasformato in giardino botanico utilizzando la tipologia di piante attualmente presenti
integrate con altre compatibili, non eccedendo nell’ artificiosità eccessiva, potrebbe venire visitato per
un periodo a partire da metà marzo fino alla fine di novembre, proprio perché abbinato al Muse ed in
concomitanza con la presenza di turisti sull’ Alto Garda. Inoltre rendendolo complementare con il Giardino Botanico delle Viote renderebbe anche più visitato quella importante e significativa oasi alpina, gestita anche dal Museo delle scienze di Trento e conseguentemente rivitalizzando la parte alta del Bondone.
Si verrebbe a creare una ‘collana’ di attrattive turistiche integrandosi con gli altri castelli, Toblino, Drena , ma anche Terlago e Arco, e perché no? anche con quelli delle Giudicarie Esteriori come Stenico e Castel Campo di sicuro interesse per il turista odierno che ama gironzolare in cerca di esperienze che abbiano anche un significato culturale, e la storia è vera cultura. In Castel Madruzzo, senza eccessiva spesa, potrebbe venire ubicato un museo sulla famiglia Madruzzo, comprendendo anche l’ arrivo dei Corpi Franchi nel 1848, e magari qualche piccola struttura di ricerca.
Le possibilità di promozione viene così ad ingigantirsi coordinando magari quanto attualmente viene
speso singolarmente per i diversi castelli con risultati non sempre corrispondenti alla spesa avendo così un effetto moltiplicatore. Non bastano le belle foto su delle costose brochure per catturare l’attenzione, si devono creare eventi possibilmente non monotematici e che non siano indirizzati a fare grandi numeri per pochi giorni, ma diluiti nel tempo in modo da tenere in funzione il sistema ricettivo per lunghi tempi e con le dovute dimensioni.
Il sistema dei castelli dovrebbe fare da ‘telaio’ ed integrarsi con le altre significative evidenze presenti, i laghi in primis, con i fenomeni geologici/glaciologici quali le Marocche, la gola del Limarò, le Marmitte dei Giganti ecc. Qui si evidenzia un aspetto di ridotta negatività dell’ assetto territoriale attuale, quello delle Comunità di Valle, che con i loro confini possono creare dei recinti che rendono difficili le integrazioni funzionali tra queste attrattive, problema non insuperabile ma da comprendere, forse la Valle dei Laghi dovrebbe fare parte della Comunità dell’ Alto Garda in modo da rappresentare il retroterra di quel forte polo turistico, che anche lui ne avrebbe giovamento.
Perché è importante Castel Madruzzo? Perché può fare da cerniera unendo i castelli e la loro storia,
d'altronde questa è sicuramente stata la sua funzione ai tempi della famiglia che gli ha dato il nome ai tempi del Concilio di Trento.
Oggi la Valle dei Laghi ha un assetto sbilanciato con importanti attività vitivinicole e frutticole, con attività di produzione di energia idroelettrica, ma poco organizzata sotto l’ aspetto ricettivo ai fini turistici. Recenti chiusure di esercizi alberghieri e ristoranti dimostrano la debolezza in questi periodi critici nei quali bisogna trovare la forza per reagire convenientemente ma in modo coordinato tra tutti gli interessati.
Le risorse sono sicuramente limitate rispetto gli anni passati, però la Provincia con la valle è stata matrigna, molto è stato dato ai poli turistici più sviluppati, ed ancora verrà dato, vedi il Primiero, forse qui è stato dato in assoluto meno che altrove. Però il problema finanziario non va risolto solamente da Mamma Provincia, se si avvia una azione ben congeniata di risoluzione di una ampia problematica del territorio si può attivare altre fonti di finanziamento, quali i Fondi Europei, Project Financing, la Cooperazione, sponsorizzazioni ecc. si deve anche chiedere ai produttori di energia di farsi carico del danno creato con il consumo del territorio, in quanto qui non utilizzano solamente l’ acqua, ma impediscono da tanti anni anche un proficuo utilizzo turistico dei bacini lacustri, basta fare il confronto con il lago di Ledro.
In questi tempi un certo numero di persone verrebbero impegnate prima nella realizzazione e
successivamente nelle gestione del parco e del castello, aumentando i visitatori in valle si creerebbe un circolo virtuoso con nuove iniziative ricettive e di ristorazione, punti di commercio dei prodotti locali, parecchie persone rimarrebbero in valle ad impiegare le proprie capacità in loco invece di fare i pendolari giornalieri verso Trento, gli artigiani e le imprese edili avrebbero un po’ di fiato per superare l’ attuale brutto momento.
Però non si deve cadere nella trappola di creare commissioni di studio, progetti, burocrazia, consulenti esterni ecc. con il risultato di drenare le risorse prima ancora che queste siano rese disponibili e che soprattutto diano la sensazione che a valle del loro operare resti solo un mucchio di inutili scartoffie.
Molte cose si possono copiare da dove esistono e funzionano, oggi internet è una grande risorsa in questo campo. In valle vi è una notevole e variegata forza di volontariato, è questa che deve essere il soggetto ed il motore per procedere, sempre ricordando che "se si vuole avere bisogna prima dare".

Alberto Migliorini

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