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Aggiornato il:23 Luglio 19:59.

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Una valle e i suoi castelli - Valle dei Laghi

VALLE DEI LAGHI - Alcuni giorni fa mi ha colpito un articolo sull’ Adige “Tralicci e Vino”di Matteo Ciangherotti, in cui l’ articolista sottolineava il cambiamento delle sensazioni che si prova, provenendo dalla valle dell’ Adige e da Trento, dopo il superamento del Bus de Vela, con il contrastante aspetto paesaggistico della Valle dei Laghi.

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VALLE DEI LAGHI - Alcuni giorni fa mi ha colpito un articolo sull’ Adige “Tralicci e Vino”di Matteo Ciangherotti, in cui l’ articolista sottolineava il cambiamento delle sensazioni che si prova, provenendo dalla valle dell’ Adige e da Trento, dopo il superamento del Bus de Vela, con il contrastante aspetto
paesaggistico della Valle dei Laghi. Una valle asimmetrica nella sua conformazione creata dai Ghiacciai, con sulla destra orografica pareti strapiombanti (Paganella, Monte Casale ecc)e a sinistra i versanti meno inclinati ed omogenei (Bondone). Una collana di piccoli paesi, solo sfiorati dalla viabilità principale, in gran parte non ancor sfigurati (salvo qualche limitata occasione) da capannoni e strutture avulse dalla storia dei luoghi.
Un ambiente che si può definire ancora a dimensione umana, quale non si trova ormai più in gran parte del Trentino. Caratterizzata dai suoi laghi, tra i quali primeggia Toblino, uno dei principali “marchi” che ricordano il Trentino a chi vi è passato almeno una volta. I castelli, oltre ai laghi,questo è un altro dei segni caratteristici del territorio, con gli eventi storici legati ad ognuno di essi, a partire da Castel Terlago, a Castel Toblino, a Castel Madruzzo e per finire con Castel Drena, anche se esterno alla Valle propriamente detta, come pure la torre di Pietramurata.. Ed è proprio pensando ai castelli che mi è venuto spontaneo fare un collegamento al Castello di Sissi a Merano
Il parco in cui è ubicato Castel Madruzzo è di 12 ha, per strana coincidenza è la stessa superficie occupata dai Giardini di Castel Trauttsmandorfss a Merano.
E se si realizzasse nel Parco qualcosa di abbastanza simile, se non uguale, a quanto fatto a Merano con vantaggio per tutta la valle?
Avendo anni fa eseguito il rilievo di tutto il compendio ho acquisito la percezione della importanzS anche economica di tale significativa infrastruttura turistica per la città del Passirio. Da tutto aprile a metà novembre questi giardini sono aperti al pubblico, e spesso accolgono eventi musicali o culturali che riempiono le aree a ciò attrezzate fino a tarda ora con molti spettatori.
Il prezzo per adulti è di 10,80 € e per i giovani di 8,00 € e dalla rete ho ricavato i seguenti dati riferiti, credo, al 2009:
“Arrivati alla loro 9° stagione consecutiva di costante crescita per numero di visitatori i Giardini di Sissi a Castel Trauttmansdorff hanno chiuso i battenti raggiungendo il record di 396.000 visitatori che, anche quest’anno hanno scelto di visitare il meraviglioso universo botanico dei Giardini che si riconfermano così ancora una volta la meta turistica n. 1 in Alto Adige, con una crescita di oltre 4.400 visitatori rispetto all’anno scorso, 229 giorni di apertura e una media giornaliera di 1.730 visite.
“L’aumento dei visitatori italiani di quest’anno - afferma il Direttore Klaus Platter – è da
ricollegare all’intensa attività di marketing che ha proposto i Giardini come meta turistica ideale per le famiglie alla ricerca della gita breve, di uno o due giorni al massimo”.
Riepilogo in numeri I mesi con più visitatori sono stati come ogni anno maggio con 67.551 ospiti e una media di 2.180 persone al giorno e aprile con 57.559 visitatori che ha visto un aumento del 34% con ben 14.600 persone in più rispetto allo scorso anno. Il trend che si conferma di anno in anno è l’aumento dei giovani e delle famiglie.
Una promozione mirata dei Giardini nei confronti dei viaggi organizzati italiani ed esteri ha portato all’aumento del 18% delle visite guidate ai gruppi (in tutto 1.494 in più rispetto al 2008).
Un team di 23 esperte guide, ha accompagnato tantissime persone alla scoperta dei segreti botanici e degli angoli più suggestivi dei Giardini.”
Certo la Valle non è Merano, però è limitrofa ad un importantissimo polo turistico quale è Riva e intero lago di Garda, che costituisce il primo lembo di Mediterraneo per chi proviene dall’ intero Nord Europa. Vi è una importante recettività alberghiera, le distanze sono nell’ ordine dei 25 minuti, e la disponibilità oggi del turista a spostarsi per trovare punti di interesse non eccessivamente lontani, pone la Valle in una situazione di valido collegamento funzionale con l’ Alto Garda. Ed un parco di giuste dimensioni, attrezzato in modo adeguato e rapportato al proprio “genius loci”, validamente pubblicizzato, può diventare il veicolo di promozione dell’ intero territorio ad esso collegato. Esso potrebbe fare da elemento traente anche per gli altri castelli della
zona, in primis Toblino con la sua ridotta attrattività causata da scarsità di parcheggi e penalizzato dal traffico, Drena, che ristrutturato in modo encomiabile, risulta un po’ periferico e Terlago pressoché sconosciuto. Il fatto che essi siano privati non significa che non si possa trovare modalità di integrazione tra gli interessi dei proprietari ed un uso pubblico. Per Madruzzo pressoché in rovina, sarebbe significativo intervenire preliminarmente con un utilizzo del parco. Sicuramente un processo da svilupparsi in più anni e con modalità da studiare e programmare che va ben oltre le mie personali capacità Pensando all’ indotto e alle ricadute:
A Merano operano 26 giardinieri impegnati nella manutenzione e nella continua trasformazione del sito, più impiegati, guide turistiche, addetti ai locali di ristoro ecc. Cioè un importante risorsa occupazionale di qualità, da gestire con creazione di professionalità e capacità di comunicare in più lingue.
Una risorsa di prolungamento della stagionalità che ben si integra con il Giardino botanico delle Viote e con tutto il sistema Bondone che tanto ha bisogno di rilancio anche e soprattutto extra sci invernale.
La Valle offre direttamente o nel territorio ad esso contermine, importanti fenomeni geologici, le Marocche, la Forra del Limarò e la Val Busa, le Marmitte dei Giganti di Vezzano, i laghi di Terlago e Lamar, e per quanto riguarda l’ aspetto Paesaggistico-Ambientale sicuramente ha dei punti in più rispetto a Merano. Un territorio ben coltivato, vie di arrampicata di tutti i livelli sulle falesie circostanti, una sentieristica che conduce a visitare luoghi interessanti e le ultime propaggini settentrionali di ulivi e lecci ed i laghi danno una impronta molto particolare a questo angolo di Trentino.
Castel Madruzzo, come ai suoi tempi gloriosi in cui era il punto focale della valle, oggi può rappresentare il fattore coagulante per un salto di qualità di tutta l’ area ad esso collegata, si pensi ad una ricettività non invasiva, alla commercializzazione dei prodotti tipici di una ampia fascia, che vanno dai vini e la frutta, ai prodotti più di nicchia, dei piccoli frutti, di quanto legato alla apicoltura ecc.
Gli investimenti sono programmabili nel tempo. La Valle dei Laghi è la zona che meno ha goduto di sostegno nelle infrastrutture da parte della Provincia. Se si pensa ai finanziamenti del sistema Campiglio, a Peio 3000, alle varianti stradali nella Rendena, nelle Giudicarie, qui le piste ciclabili sono le ultime ad esser realizzate, la programmazione del collegamento Riva – Rovereto ecc.
Nella valle si è realizzato un sistema di sfruttamento idroelettrico che ha sconvolto pesantemente l’ ambiente, forse impensabile al giorno d’ oggi, un cementificio con pesante impatto paesaggistico, una moltitudine di linee ad Alta Tensione che passano ovunque. Oggi addirittura si pensa di costruire capannoni per il trattamento di rifiuti importati dall’ esterno. Con i pericoli di realizzare quanto oggi si trova tra Riva ed Arco, perché ad un passo in quella direzione di collega qualcosa altro e poi diventa un processo non più arrestabile, con pesante deperimento della immagine della Valle. I capannoni sono come le ciliegie: un capannone tira l’ altro.
Dove e come reperire le risorse?:
Se in valle tanti ci guadagnano è ipotizzabile si possa contare su un azionariato diffuso, magari con una percentuale di aiuto pubblico. La Cassa Rurale locale può fare da elemento trainante nel pensare e dirigere un Project financing. E’ anche auspicabile un coinvolgimento di tutte le intelligenze presenti in valle che possono intervenire, come progettazione, come portatori di capacità pubblicitaria e quanto altro può essere utile, e che oggi prende la macchina alla mattina e si dirige a Trento, rendendo sempre più la valle un dormitorio al servizio del capoluogo. Questo è il pericolo maggiore per la Valle dei Laghi, diventare un ambito periferico di Trento, senza alcuna importanza e possibilità politica di programmare il proprio sviluppo, e dove si può posizionare
quanto in Val d’ Adige risulta scomodo.
Essa deve invece diventare lo snodo tra tre importanti direzioni, a sud verso il Garda, a nord verso Trento e le linee principali di comunicazione nord sud Europa, e ovest integrandosi con il bacino dell’ Alto Sarca, Terme di Comano, Rendena e Gruppi di Brenta e Adamello. Infatti anche l’ orso viene spesso qui, perché si vede che si trova a casa sua!

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