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Aggiornato il:16 Luglio 16:20.

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Il capitello di S. Vigilio sulla strada dei Busoni

La strada dei Busoni, in tempi abbastanza lontani, era una specie di moderna autostrada, oggi ridotta a strada di campagna o relitto. Essa convogliava il traffico che arrivava a Padergnone dalla Valle di Cavedine o dai Laghi...
Image  La strada dei Busoni, in tempi abbastanza lontani, era una specie di moderna autostrada, oggi ridotta a strada di campagna o relitto. Essa convogliava il traffico che arrivava a Padergnone dalla Valle di Cavedine o dai Laghi. Parte dalla piazza, posta davanti alla chiesa di S.Filippo e Giacomo, imboccando la attuale via S.Valentino, o seguendo la strada dei Caschi che si immette sulla Strada dei Busoni in prossimità della Roggia, mentre a 200 m. c’ erano i canneti del lago di Corf, e superato il ponte sulla Roggia, ed oltrepassate le Case Sembenotti si inoltra in mezzo ai campi del Pelos, costeggia la Spighetta, solcando, quasi con una retta, i campi della “Campagna”, per iniziare a salire, leggermente, allargandosi agli Angelini, dove nell’ alto muro sono evidenti gli scavi del tufo, tagliato e modellato, cosi’ per fare pareti, avvolti, divisorie e soffitti delle case, ed altri manufatti, nella sovrastante segheria.

C’ è poi il Revers, fatto di terra di tuffo, ove la vite stenta ad entrare in produzione, confinante con la strada che porta ai Casalini, ove incontra la Strada Romana che sale dalle Masere, in riva al lago di S.Massenza, area oggi occupata dal parco tralicci dell'Enel.

Dalla parte opposta, in sponda sinistra della roggia, incassata in due profondi muri, era in funzione, azionata dall’acqua prelevata più a monte, la segheria di tufo dei Bassetti, che scavava il tufo grezzo dal dosso, copra
il quale c’è il Santuario di S.Valentino. Proseguendo, sulla destra, il sentiero, a tratti gradinato, che porta al Santurrio di S.Valentino in Agro, che scavalca con un erboso ponte la roggia, che li’ esce all’aperto dopo avere fatto un percorso sotterraneo di almeno 200 m., sotto il sovrastante prato. Oggi il sentiero è assai malandato.
Da qui’ la strada, mantenendosi larga, comincia a salire bruscamente, aprendosi un passaggio (busone) nel ripido pendio collinare, incassata fra due alti muri che a tratti lasciano spazio alla nuda roccia, mentre il sottofondo è fatto di grossi lastroni di pietra calcarea e marnosa. . Questo tratto è faticoso e può provocare il sudore, o la sete può farsi sentire, causata dalla secchezza della gola indotta dall’ estrema fatica, attenzione o paura.


Finito il duro passaggio in salita, la strada si fà quasi pianeggiante e senza muri, incontrando i vigneti e la vecchia strada romana, proveniente da S.Massenza e Fontanamorta, aprendosi al panorama che mostra sulla sinistra le rosse rocce ammonitiche del Doss Castin o della Bastia e più lontano il Gazza con la Paganella, il Bondone ed in basso il Pedegazza. Sulla destra parte la strada che, su percorso pianeggiante, supera la roggia, e porta al Santuario di S.Valentino e Parentino, posto su una piattaforma di tufo, che cade per almeno 50 m. a picco sulla roggia ed il prato sottostante, e dall’ altro lato forma una spianata che si aggancia alla strada provinciale per la Valle di Cavedine.

Proprio a questo bivio era posto il maestoso Capitello di S.Vigilio, leggermente sporgente dal muro a secco del vigneto di Giuliano Piccoli. Un incontro che offriva serenità e sicurezza, perché era come avere trovato casa, ed era l’ occasione per una breve preghiera imposta dalla nonna, di una piccola elemosina, un momento di riposo fisico, sul gradino in pietra posto alla sua base. Il Capitello di S.Vigilio sarebbe stato costruito per tenere lontana la peste nel 1835, che veniva localmente importata da chi andava a lavorare nella pianura padana, dove stava dilagando. Sulla nicchia destra interna, era raffigurato S.Rocco con il cane, il bastone, ed un pezzo di pane che faceva tanta gola ai bambini. Dalla parte opposta era raffigurato un Angelo Custode, mentre sulla pala erano dipinti, a colori vivaci, S.Vigilio e S.Valentino che veneravano la Madonna con Bambino posta al centro.

Un Capitello importante per le devozioni raffigurate, espressione della fede della gente della Valle dei Laghi, ed assai imponente nella sua bella architettura. Sarebbe stato restaurato e consolidato, ancora nel 1855, e quindi nel 1932 con il sostegno dell’ Insegnante Erminia Vivori. A distruggerlo è stata l’ Impresa Marchesini di Verona, che, dal 1970 al 1972, ha costruito, per conto dell’ ANAS (Azienda Nazionale Strade), l’ attuale nuovo tracciato della Gardesana 45 bis, dal bivio per la Valle di Cavedine, fino ai Due Laghi di Padergnone. Il progetto stradale era stato redatto dall’ Ing.Fedrizzi, mentre revisore era il geom.Bulanti, entrambi dell’ Anas. Il Sindaco di Padergnone di allora (Giuseppe Morelli), in accordo con il Sindaco di Vezzano (Narciso Capaccioni) mandò alla Direzione ANAS di Bolzano la richiesta di ripristino del capitello, avendone una risposta scritta di assicurazione. Ma finiti i lavori, l’ Anas, telefonicamente sollecitata, ha risposto che quando troverà i soldi, rifarà il Capitello.

Dal Capitello di S.Vigilio, tappa obbligata di fermata per i numerosi viandanti che percorrevano la Strada dei Busoni per andare o tornare da Vezzano o da Trento, la strada proseguiva con un tratto selciato con piccole pietre rotondeggianti, per farsi poi sterrata, mentre si dipartivano le strade che portavano sulla Bastia, da dove si arriva anche a Fraveggio, ed ai vigneti coltivati nei vari gradoni.
La strada arriva all’ “acqua sparsa” ove la sorgente del ruscello che nasce un chilometro a monte, qui rallenta formando una morbida, ove l’ acqua come in un mini-laghetto è tranquilla e trasparente e mostra le trote guizzanti, e sui bordi le piccole rane con gli altri animaletti acquatici. Poi passa sotto la strada e si butta nella grande Roggia che nasce a Narano e per via del Borgo azionava decine e decine di botteghe artigianali, oggi in parte cancellate dalla corrente elettrica e dalla industrializzazione, per scendere a Padergnone ed arrivare al lago di S,Massenza ai Due Laghi.

Ancora 100 metri ed ecco la Croce a lato della retta di circa un km. che porta al Borgo di Vezzano, un tempo capitale del Distretto di Vezzano che abbracciava quasi tutta la attuale Valle dei Laghi. Abbiamo raccolto voci che si starebbe formando un Comitato di volonterosi di Vezzano e di Padergnone per ricostruire il Capitello, raccogliendo informazioni ed eventuali fotografie. Diamo tutti una mano affinchè ciò si concretizzi.

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