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Aggiornato il:22 Settembre 20:43.

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La forra del Limarò

Il continuo stillicidio e le piccole cascatelle creano una miriade di episodi da ammirare, i muschi, i licheni, arbusti abbarbicati in strette fessure...
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Documentazione fotografica nella sezione "AlbumFotografici" del portale.

Dopo due giorni di abbondanti piogge, è il momento, dopo parecchio tempo, di andare a vedere il Sarca gonfio d’ acqua nei pressi dello storico ponte di Balandin, posto poco a valle del ponte detto “dei servi” che conduce a Villa Banale.

Lasciata la macchina nell’unico posto di parcheggio a lato della statale, si scende la vecchia mulattiera che con alcuni tornanti giunge al ponte. Sul lastricato le scanalature lasciate dai “bròzi” testimoniano il passaggio di questi carretti, tipici della zona, che per tante centinaia di anni hanno risalito questi ripidi versanti per collegare le Giudicarie Esteriori con la Valle dei Laghi.

Più in basso la sorpresa di trovare nuove opere svolte sicuramente dalla PAT, per attrezzare la zona a scopo escursionistico e turistico.

Un modernissimo ponte bianco, sostenuto da funi, con una unica campata attraversa la valle ad una quota più alta ed a monte del vecchio ponte medioevale.

Nei pressi panchine, tabelle indicatrici, mulattiere sistemate e protette da parapetti metallici, conducono al ponte di Balandin, detto così, sembra per il fatto che nel suo lastricato un piastrone mal sistemato si dondolava al passaggio dei carri (vedi La Viabilità del Trentino Occidentale di Dante Ongari).

Al ponte il recupero della vecchia calchèra ricorda le iniziative economiche di un tempo, e da questa si diparte il tracciolo in sinistra Sarca che, solo per chi ha passo sicuro, permette di seguire il fiume.

La vista dell’acqua impetuosa, nello stretto intaglio largo pochi metri, nella roccia, calcare rosso ammonitico, di maggior consistenza rispetto la parte superiore in cui il fiume e le altre vicende geologiche hanno operato nei millenni, con larghezze ben maggiori, qui è particolarmente affascinante.

Il continuo stillicidio e le piccole cascatelle creano una miriade di episodi da ammirare, i muschi, i licheni, arbusti abbarbicati in strette fessure, i residui di marmitte dei giganti, fatte dal fiume e poi dallo stesso demolite, rendono questo ambiente particolarmente affascinante.

Il livello dell’acqua al momento non consiglia di proseguire e non permette di vedere il ponte naturale sotto il quale passa il fiume quando la portata è minore. Il posto merita di essere visitato nelle diverse stagioni, quando il fiume è gonfio d’ acqua e quando essa è ridotta, in modo da analizzare meglio tutti gli episodi di scultura fluviale creati dall’ incessante lavorio della corrente, e porre anche l’ attenzione alla gran varietà botanica determinata da tanti microsistemi ambientali.

Ritornando sulla sponda destra, i percorsi attrezzati permettono di raggiungere alcuni punti di vista panoramica creati con aeree piattaforme metalliche che portano a vedere altri lunghi ed interessanti scorci della forra.

Dal nuovo ponte sospeso, il sentiero prosegue per Villa Banale e Stenico, nel mentre verso la Valle dei Laghi, il vecchio percorso risaliva al passo “della Morte” più alto di circa 500 metri per poi ridiscendere alle Sarche:

Vista la lodevole iniziativa della PAT di attrezzare la zona per un sicuro accesso di turisti, sarebbe di sicuro interesse per i visitatori di trovare tabelle esplicative sia della geologia dei luoghi, sia dell’importanza storica della zona come punto di passaggio, ed anche di notizie storiche sia di grande rilievo che anche di interesse più esplicitamente locale, quali ad esempio si possono anche ricavare anche nel volumetto “Il Canyon del Limarò” di Vittorio Parisi.

Vi è anche da sperare che in tempi rapidi si giunga al recupero della vecchia strada statale ora sottesa dalle gallerie, sia per portare i visitatori a visionare la forra dall’alto, ove la grandiosità del posto è ancora più evidente, ed anche per completare il percorso per biciclette che collegherebbe gli ampi itinerari del Bleggio e del Lomaso con quelli della Valle dei Laghi, percorso ormai segnalato in varie guide specializzate.

Non si può però non esprimere qualche perplessità per la mancanza sia di una segnaletica che informi dell’esistenza di questo interessante percorso rimesso a nuovo, sia della quasi totale assenza di posti di parcheggio nelle immediate vicinanze. Se non si induce e si facilita il turista a accedere, l’ investimento rischia di rimanere sterile, ed anche il ponte sospeso, che forse creato con altro colore poteva risultare meno impattante ed estraneo ai luoghi, non ha funzione di richiamo non essendo visibile da chi percorre la sovrastante strada.

 

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