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La Casolara - Trento

201017 Fiera Casolara Trento Avicoltori 10La Mostra dell'Agricoltura ospita al proprio interno La Casolara, manifestazione dedicata alle migliori produzioni di formaggio e ai prodotti lattiero caseari trentini e dell'arco alpino.

TRENTO - Nata come festa dei formaggi nella prima domenica di Quaresima con il nome Dominica Casolariae per consentire l'approvvigionamento delle famiglie, oggi è diventata uno degli appuntamenti gastronomici di punta del calendario cittadino. In mostra i migliori formaggi locali, da scoprire ed assaggiare e i formaggi con il marchio collettivo "Trentino di Malga". La Casolara è una tradizionale fiera dedicata alle migliori produzioni di formaggio e prodotti lattiero caseari provenienti da tutta Italia, in particolare della provincia di Trento. L'evento avrà luogo il 17 e 18 ottobre 2020 (orario 08.00-19.00) presso gli spazi espositivi di Trento Expo, in via Briamasco 2 a Trento, in concomitanza con la 74ª Mostra dell'Agricoltura di Trento. La tradizione della Casolara risale addirittura al XII secolo, con la "Dominica Casolarie", la prima domenica di Quaresima, durante la quale si svolgeva l'omonima fiera . Il nome deriva dal latino "casarie": luogo dove si fa il formaggio e "caseolaria": l'ambiente adibito al deposito e alla stagionatura del formaggio. Nel periodo della Quaresima era obbligatorio per il cristiano astenersi dal mangiare e macellare la carne. Quindi la fiera " La Casolara" rappresentava l'unica possibilità per fare acquisti. La fiera ebbe il suo massimo splendore nell'Ottocento, quando al commercio dei prodotti caseari venne affiancato quello degli animali. La manifestazione, divenuta la più importante manifestazione di primavera, venne messa al bando come le altre fiere nel 1934. La tradizione interrotta, è stata poi ripresa.La storicità della Casolara Da tempo immemorabile si tenevano in Trento mercati settimanali (il sabato o la domenica), mensili (nei tre giorni a cavallo del primo del mese) e quattro grandi fiere annuali della durata di otto o dieci giorni. Nel corso dei secoli queste quattro fiere cambiarono spesso data e denominazione, alcune vennero soppresse. Ricordiamo la fiera di San Giovanni Battista in giugno, la fiera di San Matteo in settembre, la fiera di San Gallo in ottobre, la fiera della Sagra di San Vigilio in novembre, la fiera di San Martino in novembre, le fiere natalizie, la fiera delle Vendemmie, la fiera della Casolara o delle Ceneri (dal sabato antecedente la prima domenica di Quaresima fino di sabato successivo compreso). Le autorità cittadine garantivano ai mercanti locali e forestieri piena libertà di commercio: secondo gli antichi Statuti, nessuno durante le fiere poteva essere citato in giudizio, arrestato o processato per cause civili o per debiti, se non per debiti o frodi commessi nel corso delle fiere medesime, ed era colpito da pena doppia dell'ordinaria chiunque avesse osato recare violenza od ingiuria ad un mercante. I venditori potevano esporre le loro merci purché avessero ottenuto preventiva licenza dal Magistrato Consolare e solo nei giorni fissati. I posti erano assegnati a cura di commissari del Magistrato e soggetti a tassa. Esistevano apposite baracche e bancarelle che il Magistrato dava in affitto ai mercanti non residenti. I commercianti della città, durante la fiera, dovevano chiudere i loro negozi e trasferirsi con le loro merci al mercato. Le merci erano soggette a bollatura da parte di commissari comunali: quelle non bollate erano sequestrate e il mercante processato per contrabbando. Per tutelare gli acquirenti dalle frodi erano nominati dei controllori che vigilavano sui pesi, sulle misure e sulle sofisticazioni. Dominica Casolariae era così chiamata a Trento già nel XIII secolo la prima domenica di Quaresima, quella appunto in cui si svolgeva la fiera omonima. Il nome deriva dal latino casearia "luogo dove si fa il formaggio", la casèra nel dialetto trentino. Caseolarius o casolarius è nel latino medievale il formaggiaio e caseolaria l'ambiente adibito al deposito e alla stagionatura dei formaggi. Durante il periodo della Quaresima, salvo particolari dispense concesse dall'autorità ecclesiastica a singoli ammalati o all'intera popolazione in occasione di epidemie o carestie, era obbligo per il cristiano astenersi dal mangiare carne e berne il brodo; erano invece permessi i vegetali, le uova, il latte e i suoi derivati, i pesci e i molluschi. Nello stesso periodo a Trento era assolutamente proibito macellare o far macellare animali, vendere carni o introdurne in città. Nei secoli passati non esistevano in città negozi specializzati in prodotti caseari e la fiera della Casolara rappresentava probabilmente l'unica occasione di acquisto, in una società prevalentemente agricola come quella trentina dell'epoca, imperniata su un'economia di autoconsumo. Al mercato della Casolara era dunque possibile acquistare il formaggio necessario per il periodo quaresimale e la scelta era vasta: si potevano comperare formaggi non solo di produzione locale ma anche di altri luoghi, freschi e stagionati. Nei documenti dell'epoca sono citati il formài brentegano (di Brentonico), rabbiano (di Rabbi), veronese, bressano (di Brescia), lodigiano (di Lodi), parmigiano, paesano, la spressa (di Roncone), il marzolino (mozzarella), la poina de montagna de vacha, la poina de pegora, i pegorini de Val di Bon (Pieve di Bono). Al commercio dei prodotti caseari s'affiancava sempre quello degli animali e nell'Ottocento la Casolara era indicata come la più importante fiera di primavera della regione, con grande afflusso di forestieri. La fiera della Casolara, che si svolgeva di solito fuori dalle mura della città vicino alla porta di Santa Croce, nel luogo che ancor oggi si chiama piazza Fiera e anche nella vicina contrada del Borgonuovo durò ininterrottamente nei secoli fino al 1934. L'antica fiera, già dopo la prima guerra mondiale si era però trasformata in un mercato di animali e cianfrusaglie che si teneva nella piazza d'Armi, l'attuale piazza Venezia. Tacuinum sanitatis in medicina, codice del XIV secolo già appartenuto al vescovo di Trento Georg von Lichtenstein 1390-1419. Wien, Österreichische Nationalbibliothek, Codex S. N. 2644

Alla Casolara presenti anche alcune esemplari di bovini, equini ed ovini ed uno spazio gestito dall'Associazione Avicoltori Trentini.

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