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VALLE
DEI LAGHI – Questo
periodo dell’anno, per certi aspetti, è il migliore per
compiere delle escursioni in montagna. Le giornate spesso sono
soleggiate, il cielo è terso e la temperatura non
eccessivamente bassa...
VALLE
DEI LAGHI – Questo
periodo dell’anno, per certi aspetti, è il migliore per
compiere delle escursioni in montagna. Le giornate spesso sono
soleggiate, il cielo è terso e la temperatura non
eccessivamente bassa. I colori dei boschi e della campagna di
fondovalle, abbandonano progressivamente il verde predominante della
stagione estiva, per lasciare spazio a una tavolozza di colori dalle
sfumature più varie e gradevoli alla vista. Per certe uscite,
anche di una sola mezza giornata, non è necessario andare
chissà quanto lontano. Certi luoghi, senza saperlo, sono a
portata di mano. A poche decine di minuti dalla città
capoluogo. E’ il caso del massiccio Gazza-Paganella. Una montagna
al cospetto della Valle dell’Adige, ed ancor più estesa sul
versante della Valle dei Laghi. La proposta è di apprezzare
questi luoghi (antichi passaggi alpini con l’altipiano di Andalo e
Molveno), con base di partenza la minuscola frazione vezzanese di
Margone, adagiata a quota 947 su degli ampi terrazzamenti prativi. A
solo 18 km dalla città di Trento. Dalla frazione si consiglia
di risalire la vecchia mulattiera, ora trasformata in un comodo
sentiero di montagna, passando per il capitello dedicato a
Sant’Antonino, e quindi alle Coste del Gazza poco oltre l’omonima
malga a quota 1549. Da Margone circa un’ora. A questo punto
s’incrocia il segnavia SAT n.602, che in cinque ore ti porta
agevolmente, in direzione nord-est alla sommità della
Paganella a 2124 metri.

Ma prima di arrivare alla montagna simbolo
del capoluogo provinciale, i nostri scarponi incontrano altri
affascinanti passaggi. Poco oltre il Monte di Ranzo (q.1835), si può
ammirare l’ampia insellatura della Bocca di S.Giovanni (lapide
marmorea del 1626) a quota 1572, e più oltre l’omonimo passo
a 1667 metri. Possibilità di scendere nel versante opposto,
verso il Lago di Molveno. Se così non fosse, invece, si
prosegue per il medesimo sentiero 602 della Società degli
Alpinisti Tridentini, raggiungendo da prima il Monte Gazza (q.1935),
poi il Passo di S.Giacomo (q.1963). Passo che si può
raggiungere anche dalla frazione Covelo di Terlago, risalendo un erto
sentiero. Inevitabile, a questo punto, non raggiungere la vetta del
Canfedin (q.2034) e soffermarsi al punto panoramico eretto dagli
alpini della zona. Panoramica mozzafiato su buona parte dell’Italia
nord settentrionale, la Pianura Padana e gli Appennini
tosco-emiliani. Se il fiato e il tempo a disposizione ci aiutano,
possiamo proseguire spediti verso il Cornetto di Pra Grant (q.1684) e
il passo di S.Antonio (q.1893). Di qui in poche decine di minuti alla
Paganella, oppure ridiscendere verso Monte Terlago, non senza un
momento di riposo al vecchio capitello dedicato al santo patrono di
Padova (q.1547). In tal caso percorreremo uno dei sentieri più
rudi delle montagne trentine. Dalla rara bellezza e dove è
facilissimo incontrare colonie di camosci e cervi. Lungo l’itinerario
proposto, l’unico punto di appoggio (e sosta) è il rifugio
«Bait del Germano» (info: 330-282952 / 348-7444270), a
metà curca dell’intero tracciato. Qualora si decidesse di
non ritornare a Margone, c’è la possibilità di
scendere nel fondovalle da ognuno dei passi menzionati, usufruendo
poi dei servizi pubblici di trasporto per il ritorno a casa.
 
nella
foto: varie foto della zona interessata
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