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Il compostaggio domestico | Stampa |
di Kk   
- SPECIALE -
Prende il via da questo "speciale" una serie di schede monotematiche di pubblica utilità. Questo primo articolo dedicato al compostaggio domestico è stato realizzato in collaborazione con ASIA che gentilmente ci ha fornito la possibilità di utilizzare il proprio materiale esemplificativo e "didattico". Un grazie in particolare va a G.Bonmassari della Direzione di ASIA . Ricordiamo che ASIA è il Consorzio-Azienda (operante su ben 31 Comuni del Trentino) che dal 1993 si occupa della gestione dei rifiuti urbani e dei servizi di igiene urbana in 5 communi della Valle dei Laghi.

Il COMPOSTAGGIO DOMESTICO

Il compostaggio domestico è un processo naturale che consente di trasformare la sostanza organica presente nei nostri rifiuti organici della cucina e dell'orto o giardino (circa un terzo dei rifiuti prodotti da ciascuno di noi è rappresentato da rifiuti organici) in compost, ovvero in un prodotto utile per fertilizzare la terra. A differenza dei normali processi di decomposizione naturale, il compostaggio domestico avviene in tempi brevi perché favorito dal sistema di raccolta e da opportuni accorgimenti nello stoccaggio dei prodotti immessi.
Esso consente quindi non solo di ridurre la quantità dei rifiuti avviati a smaltimento in discarica o inceneritore ma anche di ottenere un ottimo fertilizzante ecologico (compost) per il giardino o orto.

Nel processo di compostaggio la sostanza organica viene aggredita da una miriade di organismi viventi che in varie fasi e in presenza di ossigeno la decompongono e la mineralizzano, ritrasformandola in vapore acqueo, anidride carbonica e sali minerali che in parte la convertono in eccellente humus. Il processo può essere diviso in 3 fasi principali.

Prima fase:
la fermentazione: grazie al processo di attività dei batteri, si avverte un innalzamento della temperatura, che nei primi giorni arriverà fino a 40/45°C, per poi innalzarsi ulteriormente fino a 50/60°C. L’aumento della temperatura è sintomo di corretto funzionamento del processo; le alte e prolungate temperature favoriscono l’igienizzazione del rifiuto organico, con eliminazione dei germi patogeni e delle uova dei parassiti e la neutralizzazione dei semi delle piante investanti. In questa fase l’ossigeno gioca un ruolo fondamentale ed è quindi necessario rivoltare il cumulo con regolarità.

Seconda fase:
la maturazione: trascorsi i primi 30-60 giorni dal collocamento dei rifiuti, la temperatura scenderà al di sotto dei 40°C; in questa fase intervengono i funghi e gli attinomiceti in grado di decomporre le componenti più resistenti dei rifiuti vegetali, quali la lignite e la cellulosa. Questo è il periodo più lungo dell’intero processo e può protrarsi per 6/8 mesi.

Terza fase:
la decomposizione finale: durante la maturazione il compost viene colonizzato da microrganismi del suolo come gli acari, collemboli, lombrichi, ecc. che sminuzzano i residui e gli impasti, accelerando e concludendo la decomposizione. Il compost è pronto, il volume iniziale dei rifiuti è diminuito di ben 6/7 volte.

E’ chiaro che avendo alimentato settimanalmente o giornalmente il nostro cumulo avremo le tre fasi in attività nei diversi strati dei rifiuti.

Le tre cose più importanti da controllare nel compostaggio sono:

l’umidità:
il contenuto ottimale di acqua è compreso tra il 50 e il 70%; se il cumulo è troppo asciutto, la decomposizione microbica rallenta notevolmente, viceversa se è troppo bagnato c'è scarsità di ossigeno e la decomposizione si trasformerà portando a processi di putrefazione con conseguenti problemi di cattivo odore. Un sistema pratico per valutare l’umidità del materiale è quello di prendete una manciata di materiale e stringerlo nel pugno, il prodotto non deve gocciolare, ma lasciare il palmo della mano umida.

l’aerazione:
il processo di decomposizione è di tipo aerobico e quindi ha bisogno di aria; in un cumulo compatto non c'è ossigenazione e i microrganismi responsabili dei processi biologici di trasformazione della sostanza organica non possono vivere né nutrirsi, ma si innescano altri processi (anaerobici) che producono ammoniaca e acidi organici maleodoranti. Al contrario la decomposizione aerobica evita i cattivi odori ed accelera l’intero processo, garantendo alte temperature. E' quindi indispensabile che il cumulo sia soffice e strutturato. Ciò si ottiene con l'aggiunta di materiale grossolano come foglie, paglia e rametti in modo da costituire una trama che sostenga i rifiuti più piccoli ed evitare l'impaccamento del cumulo.

il rapporto carbonio/azoto:
i microrganismi implicati nel processo di compostaggio domestico utilizzano mediamente 30 atomi di carbonio per ogni atomo di azoto. Il giusto equilibrio fra questi due elementi favorisce una decomposizione rapida. Contengono un'alta percentuale di azoto: scarti vegetali della cucina, fondi di caffè, erba, lettiera di animali erbivori. Sono invece ricchi di carbonio: foglie, carta, trucioli e pezzetti di legno. L'equilibrio ideale si ottiene con una miscela composta da 2/3 di rifiuti azotati e da 1/3 di rifiuti ricchi di carbonio. Indicativamente miscelare (in volume!) il 50% di scarto da giardino e il 50% di scarto da cucina. L’eccesso di carbonio rallenta il processo di compostaggio senza nessun altro aspetto negativo; l’eccesso di azoto causa, al contrario, cattivi odori in quanto l’azoto in eccesso viene liberato sotto forma di ammoniaca.



Ultimo aggiornamento ( giovedì 07 febbraio 2008 )
 
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