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Iniziamo la pubblicazione, con l'anno nuovo, di una nuova rubrica denominata "tematismi", alla quale possono essere inviati scritti, racconti, poesie, disegni ed opere d'arte in genere, per quanti desiderano presentare le proprie opere. Inviare il materiale alla nostra e-mail:
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Primo autore, il poeta Antonio Ciervio di Trento, con due poesie sulla frazione di Margone tratte dal suo libro "Il Viaggiatore".
Aspettiamo dunque i vostri pensieri e...buona lettura.
MARGONE (d’inverno)
Nel paese dove il silenzio è un bene prezioso,
tutto tace, tutto è silenzio e pace,
lieve il vento ti accarezza la pelle e mille sensazioni
assalgono i sensi, la quiete rimbomba nelle orecchie,
il paesaggio innevato è di una struggente bellezza.
I sensi si affinano al sottofondo della natura calmi e
languidi , dove anche l’uomo fa piano per non
disturbare il ritmo del creato.
Nulla disturba la quiete ne il dolce stormire delle foglie
alla carezza del vento, ne la corsa frenetica fra la neve
di una preda che fugge al predatore, ne il grido
dell’aquila che volteggia maestosa sulla vetta innevata,
ne il suono squillante ed artificiale della campana della
piccola chiesa che chiama le ore, e neanche i rumori
ovattati che risalgono la valle possono inquietare la
pace del silenzio.
Chiudo gli occhi è sento la natura che scorre in me fino
a riempirmi di dolci melodie.
Margone dove il silenzio è un bene prezioso da
preservare alle generazioni future.
MARGONE (dove il silenzio è un dono prezioso)
Cammino solitario nelle quiete del bosco di lecci e
abeti.
Nel silenzio odo i miei passi stanchi e il respiro
affannoso, di uomo di città non avvezzo all’aria pura.
Mi fermo un attimo a riposare su una panchina lungo il
sentiero, posta la da qualche animo buono,
chiudo gli occhi e una quiete assordante assale i miei
sensi, il dolce rumore della natura insieme al primo
caldo di un tiepido sole, assopiscono la mia mente e
una dolce struggente e inafferrabile pace scende nel
mio animo inquieto.
Vago in questo oceano di pace,
i ricordi e le sensazioni più belli della mia vita mi
riempiono il cuore, respingendo indietro le tristezze
della vita, finché una lacrima solitaria scende lungo il
viso.
All’improvviso una voce che mi chiama rompe questo
incantesimo, allora con un sospiro mi alzo e riprendo il
cammino lungo il sentiero di lecci e abeti,
per far ritorno nella corrente dell’umanità caciara.
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