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JUMP Il nostro sogno ? Suonare in due stadi ... ma grandi. | Stampa |
di Kk   
 

I JUMP - L'INTERVISTA

 

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  Sono le 18, 00 (quasi) in punto quando tre dei quattro JUMP arrivano all'appuntamento il giorno fissato per l'intervista presso la nuova sala prove di Calavino. Sono Stefano (Step), Federico e Carlo.
Con l'aiuto del papà-autista, mosso a compassione nel vedere figlio e amici stracarichi di chitarre, basso ed amplificatore, scaricano gli strumenti dalla macchina; infatti, dopo la nostra intervista, la band proseguirà con le prove, a cui si riferiscono alcune delle foto a corredo dell'articolo.
Di lì a pochi minuti arriva Davide accompagnato dalla mamma Laura, non perché sia il più "mammone" di tutti (o no ?), ma perché la stessa si è pure assunta il compito di "coordinatrice-referente-manager" del gruppo. Laura ci assisterà per la durata di tutta l'intervista: i  JUMP sono giovanissimi e, un "grande" che faccia da "garante" è necessario.
Dopo aver rapidamente sistemato gli strumenti iniziamo.
Abbiamo di fronte i JUMP (Ndr. scritto sempre rigorosamente tutto maiuscolo a memento per chi fa le locandine...): Federico Spina, che frequenta il Liceo Musicale; Stefano Cristelli, assiduo sudente del Liceo Classico; Carlo Paris, che passa le mattinate allo Socio Psico Pedagogico, e Davide Depaoli, che dedica il suo tempo al Liceo della Montagna. Tutti quanti hanno 15 anni. Davide abita a Vezzano ed è l'unico rappresentate di Valle mentre gli altri, originari di Pergine, sono stati adottati dalla Valle dei Laghi vista la loro assidua presenza in zona.
Poniamo sul tavolo l'elenco delle domande e la sala si fa silenziosa.
Cominciamo ringraziando i ragazzi per la loro disponibilità nell'accettare l'incontro e per aver messo a disposizione la loro musica (tutti brani originali, composti ed arrangiati da loro) come colonna sonora di questa rubrica. Per questo motivo sono stati scelti per primi per raccontarsi e presentarsi ai nostri lettori.
I JUMP  sono nati qualche anno fa quando Stefano e Carlo, baldi giovanetti di quinta elementare, si trovano ed iniziano a suonare assieme: è l'inizio di un'evoluzione data dallo stare e suonare assieme che porterà negli anni successivi e nelle successive modificazioni dell'organico JUMP, alla nascita e crescita di quello che loro chiamano "spirito JUMP".
Arriviamo alla seconda media, quando, con l'entrata nel gruppo di  Federico, si inizia e provare "seriamente". Come tutti i gruppi "seri", ovviamente, in una cantina. Si provano ed eseguono cover di canzoni famose ma contemporanemante si inizia pure a sperimentare, creare ed assemblare i primi rif propri.
E' al classico spettacolo scolastico di Natale, in terza media, che i JUMP arrivano per la prima volta sul palco. Si presentano con una formazione allargata, come ci dice Stefano, composta da un numero imprecisato di chitarre, ed un batterista scovato tra i compagni di classe musicisti.
Federico, oggi voce e chitarra, suonava allora il basso, e Carlo, oggi bassista, esercitava la propria creatività alla chitarra. In quest'occasione eseguono qualche cover, ed oggi ricordano il loro pezzo forte "Sweet Home Alabama".
Passata l'esperienza natalizia proseguono con le prove. Dopo varie vicissitudine e cambi di "luogo prove", passando per una soffitta, si arriva a quella che per un periodo resterà la loro sala prove in quel di Pergine o per meglio dire (come la definiscono loro) la "stalla prove".
Dalla cantina alla stalla, la via dell'ascesa al successo era cominciata.
E' al saggio scolastico di fine anno che i JUMP presentano assieme a cover anche il loro primo pezzo: un brano originale dalla durata di ben otto minuti; tutto strumentale. Quella rimane l'unica esecuzione pubblica del brano, che a tutt'oggi loro ricordano con nostalgia. Molta e' la voglia di riprenderlo in mano e riarrangiarlo in una nuova composizione.
Dopo quest'esibizione Federico si alterna, novello Phil Collins, fra canto e batteria. Le prove proseguono e il gruppo si evolve fino quasi alla formazione che conosciamo oggi.
A Federico Stefano e Carlo si aggiunge nel 2007 Davide, conosciuto da Federico in occasione della prima edizione di Neve, ghiaccio e.. Forza Band qui in Valle dei Laghi: Federico in quella occasione era stato chiamato a suonare la chitarra con gli "Storm of souls".
Così siamo giunti alla composizione attuale JUMP: una formazione, una band, ma anche come dice Carlo, il "filosofo" del gruppo, una associazione di auto-mutuo aiuto: loro innanzitutto sono amici. Infatti si nota moltissimo che, durante tutta l'intervista, gli interventi si susseguono a ruota libera ma con estremo ordine e rispetto reciproco.
Con questo ritorniamo a citare lo "spirito JUMP": uno stile di vita, una parte del loro mondo e ciò a cui più tengono durante le loro esibizioni.
Il loro pubblico ideale è quello che segue, si appassiona, entra nella loro sfera di musica ed emozioni e partecipa entusiasmandosi.
Attualmente, durante i loro concerti eseguono esclusivamente brani di loro produzione che nascono esattamente così come il gruppo si ritrova a sperimentare assieme. Si parte da un rif che ispira un testo, il cui "mago" è Federico; oppure accade esattamente il contrario: un testo che ispira il giro  a cui tutti aggiungono qualcosa. Può anche accadere di suonare improvvisando finché si arriva ad individuare quelle sonorità che possono essere prese a base per un nuovo brano che continuerà poi ad evolversi. Capita infatti, ci dicono, che un brano come “Dr of Rock” sia nato quasi come un blues e diventato poi tutt'altro per energia e ritmo.
C'è da dire che la libertà con cui compongono e i diversi gusti musicali dei componenti rendono la musica dei JUMP difficile da classificare; si potrebbe forse solo definire come una jumpizzazione di vari generi musicali.
Il pezzo preferito è “Final Frontier”, sempre in in inglese come la quasi totalità delle loro canzoni fatta eccezione per "Maria alla cassa 3" ed un'altra che, nata in italiano, si e' poi trasformata in inglese durante il lavoro di arrangiamento.
Dando uno sguardo al di fuori del loro mondo dicono di stimare moltissimi artisti e gruppi famosi, ma non fanno nomi in quanto dicono di apprezzare tutta la musica, se eseguita tecnicamente ed interpretata bene. Insomma non c'è per loro un preciso punto di riferimento.
All'interno di Forza Band, invece, apprezzano molto i Sunday Drivers per via della grinta che emettono nelle loro esecuzioni pur essendo il genere lontano dai propri gusti musicali.
Per quanto rigurda la loro vita sul palco i JUMP sono stati felicissimi di partecipare a tutti i momenti musicali proposti in Valle, maturando però l'idea e il desiderio di voler fare un salto e oltrepassare i confini della realtà locale; cosa più che logica in chi aspira ad una crescita artistica e qualitativa.
Un'ultima domanda: “Dove vorreste arrivare?”
“A riempire due stadi... ma grandi!”
Sì, e' un sogno, ma si sa, i sogni per il solo fatto che si abbiano sono già una speranza per la loro realizzazione. In bocca al lupo JUMP !

 



Ultimo aggiornamento ( domenica 25 gennaio 2009 )
 
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