|
Terlago - Sulle splendide note di Stille Nacht
cantate dal coro Paganella anche la chiesa di Terlago ha accolto i
numerosi fedeli nella notte più magica dell’anno.
Terlago - Sulle splendide note di Stille Nacht cantate dal coro Paganella anche la chiesa di Terlago ha accolto i numerosi fedeli nella notte più magica dell’anno.
A venti chilometri da Salisburgo si trova Obendorf, una piccola cittadina di circa cinquemila abitanti, diventata ormai famosa nel mondo come la città natale ( è proprio il caso di dirlo) del canto Stille Nacht , che , ad oggi, è stato tradotto in più di 300 lingue. Silent Night, Notte Silenziosa, Astro del Ciel, Douce Nuit, Noche de Paz, Sfant Lacas, Tainic Lacas…
Era la vigilia di Natale. E Joseph Mohr non aveva ancora un canto adatto alla funzione serale. Il giovane parroco aveva passato gli ultimi giorni dell’avvento a visitare i fedeli. Cercando di portare una parola di conforto. I tempi erano duri e i suoi pensieri pesanti affondavano con lui nella notte alta che gli bagnava le scarpe ormai consunte. Come faremo ad andare avanti? Si domandava il parroco. Molta gente viveva in miseria. Fu mentre rimuginava su questi problemi che Joseph si rese conto di non aver ancora preparato niente per la messa della vigilia. E adesso come faccio? Si chiese sconsolato. Poi si ricordò di un testo che aveva scritto due anni prima e pensò che forse avrebbe potuto utilizzarlo per creare un canto natalizio. Affrettò il passo, cercando di scacciare il freddo e scuotendosi la neve dalle scarpe fradice. Il suo mantello era leggero e rattoppato, ma gli offriva comunque un minimo di tepore. Arrivato davanti alla chiesa si soffermò a contemplare i bianchi fiocchi, che, sempre più fitti danzavano nel cielo. Non potè fare ameno di sorridere, lo spettacolo dei tetti innevati era davvero bello. Entrando in chiesa si mise a chiamare a gran voce il suo amico Franz. Franz Xaver Gruber in quegli anni lavorava come maestro elementare, nonché come organista ufficiale. Franz aveva stretto amicizia con l’esuberante parroco. Gli piaceva Joseph, era anticonformista. Ottimista e intraprendente , doti fondamentali per riscaldare il cuore della gente. Un po’ alla volta, tra un respiro affannoso a uno starnuto, Franz riuscì ad avere chiara la situazione. Aveva bisogno di un canto per quella sera! e doveva essere bello, infondere coraggio e speranza e commuovere la gente. Al lavoro! Disse Franz, e si avviò verso l’organo. Ma lo strumento si rivelò di nuovo inutilizzabile. Non era la prima volta che faceva le bizze, anch’esso era stato varie volte rimesso in sesto alla bell’è meglio. Nonostante i continui controlli il maestro aveva sorpreso più volte i topi a rosicchiare le corde. Li scacciava con la scopa ma essi tornavano alla carica non appena il maestro se ne andava! L’organo era proprio fuori uso! Ripiegarono quindi sulla chitarra. Ormai era divenuta sera. Il buio era sceso su Obenderf e i fiocchi di neve continuavano la loro danza. Si avvicinava il tempo della Messa di mezzanotte. I fedeli si avvicinavano alla piccola chiesetta del paese.
Stille Nacht risuonò lieve per la prima volta….

|