VEZZANO - Crollo e incendio del teatro "Valle dei Laghi" con centinaia di feriti e morti: imponente esercitazione di protezione civile.
VEZZANO.
All'indomani della scossa di terremoto che ha coinvolto una zona del
Trentino meridionale, nei territori i comuni di Ala e Avio e
dell'Alto Veronese, in località Lusan a sud del paese, si è svolta
una imponente esercitazione di protezione civile - ovviamente
programmata da tempo -, dove è stato simulato il crollo di una parte
del teatro «Valle dei Laghi», a seguito di un incendio provocato da
una scossa di terremoto (domenica 30 ottobre 2011). Tragico evento accaduto durante uno
spettacolo teatrale pomeridiano, con la presenza in sala di alcune
centinaia di persone tra cui molti bambini. Di queste oltre sessanta
classificate con il codice colore verde (ferite e traumi di lieve
entità), una ventina di colore giallo (gravità medio-alta), una
decina di codice rosso (imminente pericolo della cessazione delle
funzioni vitali) e ben otto di codice nero (decedute). Scattato
l'allarme, alle 15.03, dalla centrale operativa provinciale di
«Trentino Emergenza 118» e del «Corpo dei Vigili del Fuoco 115»
di Trento (in attesa che si avvii quanto prima l'istituzione della
centrale unica dell'emergenza che farà riferimento al numero unico
europeo 112 – n.d.r.), sono iniziano le complesse e delicate
operazioni di soccorso. In prima battuta, grazie alle chiamate
selettive trasmesse via radio su frequenze dedicate in UHF, sono
stati allertati i vigili del fuoco volontari di Vezzano (diretti dal
comandante Ugo Gentilini che assumerà in toto la
responsabilità dei soccorsi di competenza tecnica), i quali giunti
sul posto hanno verificato la drammaticità del sinistro. Fiamme che
fuoriuscivano dal nuovo teatro di valle (può contenere oltre 450
spettatori), il crollo di una parte della struttura, le urla di
quanti erano riusciti a scappare dall'edificio. Ed è proprio da
questi ultimi che i pompieri vengono a sapere che il teatro conteneva
un gran numero di spettatori. Nel mentre alcune squadre iniziavano ad
approntare le prime manichette antincendio, l'allarme veniva diramato
a livello di tutti gli altri 5 corpi VVF della valle (Terlago,
Padergnone, Calavino, Lasino, Cavedine), oltre ai pompieri del corpo
permanente di Trento. Simultaneamente venivano messi in pre-allarme
anche gli altri corpi volontari del distretto di Trento (competente
territorialmente per la Valle dei Laghi), oltre l'aliquota sanitaria.
Ecco quindi la richiesta di aiuto e supporto medico e paramedico,
inoltrata ai Volontari del Soccorso-CRI di Vezzano (coordinati
dall'ispettore di zona Matteo Sommadossi), i quali a sua volta
richiedevano dei rinforzi ai colleghi della CRI di Trento.
Quest'ultimi, poco dopo, sul prato antistante il teatro impegnati
nell'allestimento di un'ospedale mobile da campo avanzato (P.M.A.),
mentre altri venivano impegnati nell'approntamento di una centrale
radio operativa, per garantire una adeguata copertura
radio-informatica a tutte le componenti intervenute. Le comunicazioni
in questi frangenti, infatti, sono oltremodo importanti e vitali, e
non di rado le frequenze a disposizione non sono mai sufficienti.
Vista la criticità della struttura che da un momento all'altro
poteva collassare ulteriormente, sul posto giungeva anche
l'autoscala, il carro aria (per rifornire le bombole di ossigeno
degli autorespiratori) ed altri veicoli con specifiche attrezzature
(pinze idrauliche, cesoie, cuscinetti di sollevamento, etc.) dal
corpo permanete VVF di Trento e dal magazzino della Protezione Civile
provinciale. Ed è stato solo dopo il via libera da parte dei tecnici
dei pompieri, che le squadre di soccorso sanitario sono potute
entrare in azione all'interno del teatro. Una delle regole base dei
soccorritore, infatti, è che questi non devono mai a sua volta
essere soccorsi. Dopo l'evacuazione dei feriti e la loro
classificazione colore e per patologia riscontrata, si è provveduto
alla triste e delicatissima incombenza di smistare i morti in una
specifica area di raccolta. Zona dove operavano i psicologici
dell'emergenza (in supporto ai familiari accorsi sul posto), e dove
anche i “Dottor Clown” davano un appoggio morale ai feriti meno
gravi, ma soprattutto ai bambini coinvolti con i genitori nel
sinistro. Lo spettacolo teatrale, infatti, era rivolto ai bambini.
Vista poi la necessità di trasportare il più velocemente possibile
i feriti dal punto medico avanzato agli ospedali periferici, vitale è
stata la presenza dell'eliambulanza e della sua equipe sanitaria di
anestesia-rianimazione. Al termine, dopo oltre 3 ore di
esercitazione, che ha messo a dura prova le capacità organizzative e
logistiche delle varie componenti intervenute, un pasto a tutti i
partecipanti (tra cui numerosi figuranti che si sono prestati per
tale evento, abilmente truccati dagli esperti della CRI provinciale),
preparato dagli alpini Nu.Vol.A.-Valle dei Laghi (agli ordini del
capo Nu.Vol.A. Giorgio Pizzedaz). La manovra è stata
possibile grazie anche alla disponibilità della Fondazione AIDA che
gestisce il teatro a Vezzano, alla locale amministrazione comunale e
alla Cassa Rurale della Valle dei Laghi. Ad assistere alla manovra
molti abitanti della valle, oltre a degli osservatori ed esperti del
comparto della protezione civile provinciale, che hanno sottolineato
l'impegno dei volontari nell'aver approntato questa particolare ed
inedita esercitazione.