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Crollo e incendio del teatro - Vezzano | Stampa |
di Roberto Franceschini   

VEZZANO - Crollo e incendio del teatro "Valle dei Laghi" con centinaia di feriti e morti: imponente esercitazione di protezione civile.

 

VEZZANO. All'indomani della scossa di terremoto che ha coinvolto una zona del Trentino meridionale, nei territori i comuni di Ala e Avio e dell'Alto Veronese, in località Lusan a sud del paese, si è svolta una imponente esercitazione di protezione civile - ovviamente programmata da tempo -, dove è stato simulato il crollo di una parte del teatro «Valle dei Laghi», a seguito di un incendio provocato da una scossa di terremoto (domenica 30 ottobre 2011). Tragico evento accaduto durante uno spettacolo teatrale pomeridiano, con la presenza in sala di alcune centinaia di persone tra cui molti bambini. Di queste oltre sessanta classificate con il codice colore verde (ferite e traumi di lieve entità), una ventina di colore giallo (gravità medio-alta), una decina di codice rosso (imminente pericolo della cessazione delle funzioni vitali) e ben otto di codice nero (decedute). Scattato l'allarme, alle 15.03, dalla centrale operativa provinciale di «Trentino Emergenza 118» e del «Corpo dei Vigili del Fuoco 115» di Trento (in attesa che si avvii quanto prima l'istituzione della centrale unica dell'emergenza che farà riferimento al numero unico europeo 112 – n.d.r.), sono iniziano le complesse e delicate operazioni di soccorso. In prima battuta, grazie alle chiamate selettive trasmesse via radio su frequenze dedicate in UHF, sono stati allertati i vigili del fuoco volontari di Vezzano (diretti dal comandante Ugo Gentilini che assumerà in toto la responsabilità dei soccorsi di competenza tecnica), i quali giunti sul posto hanno verificato la drammaticità del sinistro. Fiamme che fuoriuscivano dal nuovo teatro di valle (può contenere oltre 450 spettatori), il crollo di una parte della struttura, le urla di quanti erano riusciti a scappare dall'edificio. Ed è proprio da questi ultimi che i pompieri vengono a sapere che il teatro conteneva un gran numero di spettatori. Nel mentre alcune squadre iniziavano ad approntare le prime manichette antincendio, l'allarme veniva diramato a livello di tutti gli altri 5 corpi VVF della valle (Terlago, Padergnone, Calavino, Lasino, Cavedine), oltre ai pompieri del corpo permanente di Trento. Simultaneamente venivano messi in pre-allarme anche gli altri corpi volontari del distretto di Trento (competente territorialmente per la Valle dei Laghi), oltre l'aliquota sanitaria. Ecco quindi la richiesta di aiuto e supporto medico e paramedico, inoltrata ai Volontari del Soccorso-CRI di Vezzano (coordinati dall'ispettore di zona Matteo Sommadossi), i quali a sua volta richiedevano dei rinforzi ai colleghi della CRI di Trento. Quest'ultimi, poco dopo, sul prato antistante il teatro impegnati nell'allestimento di un'ospedale mobile da campo avanzato (P.M.A.), mentre altri venivano impegnati nell'approntamento di una centrale radio operativa, per garantire una adeguata copertura radio-informatica a tutte le componenti intervenute. Le comunicazioni in questi frangenti, infatti, sono oltremodo importanti e vitali, e non di rado le frequenze a disposizione non sono mai sufficienti. Vista la criticità della struttura che da un momento all'altro poteva collassare ulteriormente, sul posto giungeva anche l'autoscala, il carro aria (per rifornire le bombole di ossigeno degli autorespiratori) ed altri veicoli con specifiche attrezzature (pinze idrauliche, cesoie, cuscinetti di sollevamento, etc.) dal corpo permanete VVF di Trento e dal magazzino della Protezione Civile provinciale. Ed è stato solo dopo il via libera da parte dei tecnici dei pompieri, che le squadre di soccorso sanitario sono potute entrare in azione all'interno del teatro. Una delle regole base dei soccorritore, infatti, è che questi non devono mai a sua volta essere soccorsi. Dopo l'evacuazione dei feriti e la loro classificazione colore e per patologia riscontrata, si è provveduto alla triste e delicatissima incombenza di smistare i morti in una specifica area di raccolta. Zona dove operavano i psicologici dell'emergenza (in supporto ai familiari accorsi sul posto), e dove anche i “Dottor Clown” davano un appoggio morale ai feriti meno gravi, ma soprattutto ai bambini coinvolti con i genitori nel sinistro. Lo spettacolo teatrale, infatti, era rivolto ai bambini. Vista poi la necessità di trasportare il più velocemente possibile i feriti dal punto medico avanzato agli ospedali periferici, vitale è stata la presenza dell'eliambulanza e della sua equipe sanitaria di anestesia-rianimazione. Al termine, dopo oltre 3 ore di esercitazione, che ha messo a dura prova le capacità organizzative e logistiche delle varie componenti intervenute, un pasto a tutti i partecipanti (tra cui numerosi figuranti che si sono prestati per tale evento, abilmente truccati dagli esperti della CRI provinciale), preparato dagli alpini Nu.Vol.A.-Valle dei Laghi (agli ordini del capo Nu.Vol.A. Giorgio Pizzedaz). La manovra è stata possibile grazie anche alla disponibilità della Fondazione AIDA che gestisce il teatro a Vezzano, alla locale amministrazione comunale e alla Cassa Rurale della Valle dei Laghi. Ad assistere alla manovra molti abitanti della valle, oltre a degli osservatori ed esperti del comparto della protezione civile provinciale, che hanno sottolineato l'impegno dei volontari nell'aver approntato questa particolare ed inedita esercitazione.

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Ultimo aggiornamento ( domenica 30 ottobre 2011 )
 
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