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I vigili del fuoco volontari bondonesi - Bondone / Baitoni | Stampa |
di Roberto Franceschini   

BONDONE / BAITONI - Il corpo dei vigili del fuoco volontari all'estremo lembo sud-occidentale del Trentino nella Valle del Chiese.

 

BONDONE – Il paese di Bondone, collocato a mezza montagna ad una quota altimetrica di 720 metri, è il comune della Provincia autonoma di Trento, più a meridione dell'estremo lembo sud-occidentale della Valle del Chiese. Composto di due frazioni: il capoluogo Bondone e la sottostante frazione di Baitoni nella piana alle foci del fiume Chiese, che si immette nel Lago d'Idro. Un territorio di soli 19 kmq, per lo più in montagna, dove un tempo era particolarmente attivo il mestiere del carbonaio, per produrre carbone grazie alla lenta combustione della legna di faggio o carpino. Anche per questo motivo, visto i numerosi incendi che si verificano nei boschi, da sempre, di fatto, esiste il corpo dei vigili del fuoco volontari che sorveglia la vita della piccola comunità. Da pochi mesi, esattamente dal 21 febbraio 2011, è stato nominato nuovo comandante Fausto Cimarolli, coadiuvato dal vice Corrado Omicini e da uno staff di 16 unità, inclusa la vigilessa complementare Laura Capelli, 5 allievi (gruppo fondato nel 2003) e dagli storici quattro pompieri onorari Silvino Cozzati (per 40 anni pompiere e per oltre 33 anni comandante del corpo), Stefano Salvotelli, Valerio Giovanni e Narciso Omicini. Quest'ultimo, pompiere per oltre 40 anni, cordialissima guida durante la nostra visita al corpo di Bondone-Baitoni (04 marzo 2011). Un corpo che può fare affidamento su due caserme, con due veicoli fuoristrada, un furgone trasporto personale, un gommone, una microbotte per incendi boschivi, oltre ad alcuni carrelli per il trasporto di attrezzature varie. Nella storia del corpo non si segnalano incendi di particolare entità (abitazioni e/o insediamenti produttivi), e chissà allora che il merito non sia della santa patrona “Natività della Beata Vergine Maria”. Festeggiata l'8 settembre con tanto di processione con i pompieri in alta uniforme, con la statua lignea che rappresenta la Madonna con il bambino in braccio (La Madono dal Bambì en bròs) sino alla località Plos, dove un tempo furono seppelliti i morti di peste, di manzoniana memoria, del 1628-1630.

 



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Ultimo aggiornamento ( venerdì 04 marzo 2011 )
 
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