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Stelvio Bike - Passo dello Stelvio | Stampa |
di Roberto Franceschini   

PASSO DELLO STELVIO - Decima edizione dello Stelvio Bike.

 

PASSO STELVIO. Se per un marciatore partecipare alla «Maratona di New York» è il massimo che possa chiedere, oppure, per un fondista scivolare sulla neve fresca alla «Vasaloppet» in Svezia, ed ancora, per un tri-atleta cimentarsi alla massacrante «Iron Master Hawaii» nell'isola del Pacifico, per un cicloamatore la metà più ambita è salire, con la sola forza dei pedali, il mitico Passo dello Stelvio. Con i suoi 2760 metri d'altezza, 48 impegnativi tornanti, una lunghezza complessiva dal paese di Prato allo Stelvio di 25,900 metri, un dislivello di 1844 metri con dei tratti del 9,2% (media 7,7%), è per antonomasia la «Cima Coppi» per ogni appassionato delle due ruote. Per consentire questa salita verso il cielo, al cospetto il massiccio dell'Ortles, l'ultima domenica di agosto (da dieci anni) il passo viene interdetto al traffico a motore. Solo i ciclisti hanno diritto a salire l'ambita meta dai rispettivi tre versanti. Quello altoatesino dalla Val Venosta, dal versanto lombardo di Bormio, oppure da quello svizzero dalla Val Müstair. All'edizione di quest'anno vi hanno partecipato oltre 7000 ciclisti. Ben 5500 dal versante südtirolese, oltre 1400 da quello valtellinese, molti meno da quello elvetico. Imponente la macchina organizzativa. Centinaia di volontari tra paramedici, vigili del fuoco volontari, forze dell'ordine e servizi logistici. Nessuna quota d'iscrizione e di classifica d'arrivo nemmeno parlarne. Ognuno è libero di salire come meglio crede (alcuni anche con lo skiroll), al solo ritmo delle proprie forze. In un silenzio totale infranto, in quota, dai fischi delle marmotte. Respirando un aria pulitissima, ed aiutando, se necessario. quanti colpiti dagli inevitabili crampi o crisi di fame. L'arrivo in quota è rincuorato dalla foto di rito davanti alla tabella del passo, raggiunto anche dopo ore ed ore di caparbie pedalate. E subito dopo, vista la bassa temperatura, un provvidenziale cambio di vestiario, pronti per la lunga ed impegnativa discesa verso la Val Müstair. Per il rientro al punto di partenza, per quanti saliti dal versante tirolese, dal confine del Tubre e Malles Venosta, per un totale di 64 km. All'edizione 2010, buona se non ottima la partecipazione di ciclisti provenienti dal Trentino. Sicuramente più di 800 alla partenza, sparpagliati nella gran massa tra una miriade di magliette colorate, lungo l'erta strada d'alta montagna. Ed ora, stanchi ma felici, non resta che sognare le due prossime ambite ascensioni. Il Passo Gavia dall'alto dei suoi 2618 metri, e il durissimo Passo del Rombo di 2491 metri (ma con delle pendenze del 12%), per completare il trittico sogno di ogni cicloscalatore estremo.

 

Galleria fotografica dell'evento QUI



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Ultimo aggiornamento ( domenica 20 febbraio 2011 )
 
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