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Soccorsi in acque vive - Lavis | Stampa |
di Roberto Franceschini   

LAVIS - Secondo convegno nazionale dei pompieri volontari sulle problematiche dei soccorsi in acque vive.

 

LAVIS (Trentino) – Intensa giornata per i Vigili del Fuoco Volontari coordinati dal vice comandante Andrea Brugnara, che hanno organizzato il secondo convegno (il primo il 12 maggio 2007), sulle diverse metodologie operative negli interventi di soccorso e recupero in acque vive. Per svolgere al meglio tutti gli esercizi di soccorso, con delle ben precise metodologie codificate, oltremodo necessarie quando un soccorritore deve operare in acque ostili, pericolose e imprevedibili. Non solo negli specchi lacuali, per altro numerosissimi in Trentino, ma soprattutto nei fiumi, torrenti, forre, anfratti e zone alluvionali, tali da richiedere un’altissima specializzazione e un addestramento costante e perfetto. Per l’incolumità dei soccorritori, dei pericolanti, dei mezzi e delle attrezzature impiegate. Ecco quindi la finalità e l’obiettivo didattico del convegno, promosso dalla squadra fluviale dei pompieri di Lavis in Trentino. Al mattino con un’intensa parte teorica, nella sala conferenze «Cantina LaVis», dove i relatori hanno affrontato le molteplici tecniche d’intervento. I sistemi di piena e i potenziali rischi delle dighe idroelettriche, sono stati descritti da Fabio Mariz dell’Ufficio Dighe della Provincia autonoma di Trento. Questi ha illustrato il manuale operativo per il servizio di piena, approvato dalla Giunta della Provincia autonoma di Trento nel 2008, e i vari presidi dislocati sul territorio. Ben 156 sensori attivi in 85 stazioni di monitoraggio, posti lungo i vari corsi d’acqua fluviali provinciali (Adige, Noce, Avisio, Fersina, Leno), collegati in rete e visualizzabili in tempo reale. Livio Caset del Servizio Bacini Montani della Provincia autonoma di Trento, invece, ha descritto le attività di presidio possibili grazie al supporto dei corpi dei vigili del fuoco. Ha poi illustrato le principali cause che determinano la rottura di un argine: per sifonamento dei fontanazzi, erosione, smottamento o rottura dell’argine, sormonto e tracimazione. Interessanti anche le proiezioni delle opere approntate in alcuni fiumi, con la messa in opera di briglie filtrante a funi, per mezzo d’idrovore e paratie. Le attrezzature di base individuali e di gruppo anche in soccorsi notturni, sono state presentate da Vincenzo Minenna, istruttore internazionale Rescue3, assieme alle basilari regole del soccorso. La pianificazione e la gestione del soccorso e della squadra, e le quattro regole L.A.S.T. (Localizzazione, Accessibilità, Stabilizzazione, Trasporto). Giorgio Martini, farmacista, Capitano di Corvetta della Marina Militare e membro dell’Istituto della Medicina del Soccorso, ha brillantemente descritto il fenomeno dell’ipotermia e dei primi soccorsi sanitari. Le diverse fasi del congelamento (e assideramento), i test predisposti su alcuni nuotatori estremi in acque gelide, le varie fasi del metabolismo corporeo e basale. Roberto Franceschini, responsabile della sezione fluviale «Nodàr en l’Ades» della Rari Nantes Nuoto Trento, ha portato l’esperienza del gruppo fluviale (l’unico a livello nazionale e forse europeo), di quanti si cimentano in questa disciplina natatoria, che in cinque anni di attività a visto scendere nel fiume Adige (con le mute) 544 persone. In tarda mattina, la seconda parte teorico-pratica del convegno. Nel piazzale della cantina, sono state provate le diverse manovre eseguite dai pompieri di Lavis (responsabile del gruppo fluviale Lorenzo Brugnara) e dei corpi di Cavalese e Mezzolombardo. Subito dopo il pranzo, approntato nella caserma del corpo, trasferimento nel vicino torrente Avisio, nei pressi lo storico «Ponte di Ferro» costruito nel lontano 1882 e ristrutturato nel 1984. Ideale campo di esercitazione e allenamenti dei pompieri volontari. Spettacoli le esercitazioni in acqua, con le prove rese ancor più difficili per il torrente in piena, con i corpi di Salorno (BZ), Lavis, Mezzolombardo, Cavalese, Molina di Fiemme e della Protezione Civile di Vastagna (VI). Abbiamo assistito al lancio delle corde con recupero del pericolante; l’uomo al guinzaglio con e senza tiro al vettore; il soccorso a un’imbarcazione con un ferito con calata dall’alto. Un pubblico attento e qualificato ha assistito a tutte queste prove, che hanno perfettamente reso l’idea delle difficoltà che i pompieri devono saper affrontare, con una capacità di manovre e comunicazioni interne (solo a gesti per via del rumore delle acque) molto particolari ma essenziali per una buona riuscita dei soccorsi. E a ben vedere l’obiettivo finale è stato perfettamente mirato. Al convegno presente il sindaco di Lavis Graziano Pellegrini, il Presidente della Federazione dei Corpi dei Vigili del Fuoco Volontari del Trentino Alberto Flaim, l’Ispettore distrettuale VF volontari di Trento Roberto Dalmonego, oltre ad alcune delegazioni provenienti dal Veneto, Lombardia, Alto Adige e Friuli Venezia Giulia.

 

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Ultimo aggiornamento ( domenica 09 maggio 2010 )
 
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