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Disastro ferroviario notturno - Povo | Stampa |
di Roberto Franceschini   

POVO - Tragico disastro ferroviario notturno sulla linea della Valsugana nei pressi di Ponte Alto. Una simulazione nel pieno della notte.

POVO – Tragico bilancio per un disastro ferroviario (ovviamente simulato) sulla linea della Valsugana, all’imbocco della galleria Cantanghel di Ponte Alto. Un morto, quattro feriti gravissimi (tra i quali un bambino), dieci gravi e cinque di media entità. Per un guasto al sistema idraulico di un treno regionale Minuetto, partito dalla stazione di Villazzano in direzione di Pergine Valsugana, il convoglio è parzialmente deragliato e l’ultima carrozza ha preso fuoco. L’incidente alle 23,07 di sabato 27 marzo 2010. L’allarme è stato comunicato telefonicamente dal capotreno al DCO di Trento (Dirigente Centrale Operativo), che a sua volta ha informato dell’accaduto la centrale operativa del 115 dei vigili del fuoco di Trento. Questi, a sua volta, hanno attivato il 118 (sanitari), il 112 (carabinieri) e il 113 (polizia di stato). Per competenza territoriale sono stati allertati i pompieri volontari di Povo, i quali giunti sul posto e appurata la dimensione dell’evento calamitoso, hanno richiesto il supporto di altri corpi del distretto di Trento. La zona, infatti, si poteva raggiungere solo a piedi, percorrendo la massicciata ferroviaria che costeggia la forra di Ponte Alto. Nella stessa località, dove una volta era attiva la piccola stazione usufruita dagli abitanti di Povo e Cognola, è stato approntato un ospedale da campo. Per un primo triage di evacuazione, e la classificazione dei feriti nei codici colori convenzionali: nero (deceduto), rosso (estrema gravità), giallo (media gravità), verde (piccola gravità), bianco (nullo). Dopo non poche difficoltà tecniche e logistiche (anche per il buio della notte), i soccorritori hanno da prima estratto i feriti dal treno, prestato i primissimi soccorsi sanitari, e quindi provveduto all’evacuazione con un carro-pianale ferroviario. Contestualmente i pompieri hanno dispiegato una condotta idrica, sia dal versante di Povo (lato ovest), sia da quello opposto di Civezzano (lato est). La manovra è durata oltre tre ore, ma è finita alle prime luci dell’alba di domenica, con il rientro nelle rispettive caserme non dopo il riordino dei notevoli materiali utilizzati. Analoghe esercitazioni, seppur di minore entità, si erano provate anche nel 1992 e 2006. Tutto ciò per saper affrontare al meglio una siffatta eventualità, su questa linea ferrata che con il passare degli anni, sta assumendo un sempre maggior interesse da parte degli utenti e del traffico merci. 

Galleria fotografica manovra QUI

SCHEDA TECNICA OPERATIVA 

POVO – All’esercitazione notturna hanno partecipato venti corpi del distretto di Trento: Albiano (fotoelettrica e pinza idraulica portatile-com.te Gabriele Pisetta), Baselga del Bondone (motopompa-com.te Valter Perlot), Cadine (pinza idraulica portatile-com.te Massimo Baldessari), Calavino (fotoelettrica-com.te Oreste Pisoni), Civezzano (minibotte e motopompa-com.te Franco Molinari), Cognola (minibotte-com.te Stefano Zottele), Fornace (fotoelettrica-com.te Walter Caresia), Gardolo (autobotte, gruppo elettrogeno, catena motopompe e trasporto feriti-com.te Giacomo De Sero), Lona-Lases (motopompa-com.te Andrea Silvestri), Lavis (fotoelettrica-com.te Ivo Dorigatti), Mattarello (autobotte-Daniele Postal), Meano (minibotte-com.te Arturo Penasa), Povo (coordinamento generale e centrale operativa-vice com.te Matteo Foradori) Ravina (motopompa-com.te Walter Giuliani), Romagnano (gruppo elettrogeno per ospedale da campo-com.te Aldo Forti), Sopramonte (autobotte di riserva-com.te Dario Nardelli), Sover (fotoelettrica-com.te Franco Battisti), Vigolo Baselga (motopompa di riserva-com.te Luca Corradini), Vattaro (fotoelettrica-com.te Ferruccio Micheloni), Villazzano (motopompa-com.te Lorenzo Bolognani) con un totale di 121 operatori. La manovra è stata coordinata dal comandante di Povo Giovanni Stancher (competente per territorio) e dall’ispettore distrettuale dei corpi di Trento Roberto Dalmonego. Per la parte sanitaria sono state impegnate 10 autoambulanze: 2 di «Trentino Emergenza 118» con il primario del 118 Alberto Zini, 2 medici dell’emergenza, 4 infermieri e 6 soccorritori. Presenti anche 22 paramedici dei «Volontari del Soccorso CRI» coordinati dalla responsabile del gruppo Mariarosa Antonelli e della protezione civile CRI Trento Silvia Marchesi, con 10 autoambulanze, un carro medicinali e un ospedale da campo. Per simulare i 20 feriti operative le comparse (figuranti) della CRI di Trento, abilmente truccate ed ottimi “attori”. Attivi anche 3 psicologici dell’associazione «Psicologi per i Popoli» del Trentino, con la coordinatrice Manuela Boni. Impegnati anche 7 dipendenti RFI (Rete Ferroviaria Italiana) e 4 di Trenitalia (responsabili Pierpaolo Azzolini e Olimpia Di Naro). Macchinista del convoglio ferroviario regionale Minuetto MD-075 Fabrizio Paoli, capotreno Silvia Pederzolli. Per la viabilità sulla statale della Valsugana, impegnate due squadre del «Servizio Viabilità Strade» della Provincia, 6 pattuglie della Polizia Locale «Trento-Monte Bondone», 2 dell’Arma dei Carabinieri e altrettante della Polizia Stradale. Per garantire il necessario supporto logistico agli operatori, distribuiti 300 litri di bevande calde e 200 panini dagli alpini «Nu.Vol.A.-Sinistra Adige», diretti da caponuvola Roberto Ober. Presenti, in qualità di osservatori, alcuni vigili del fuoco del corpo permanente di Trento, e i volontari di Sarnonico/Seio e Ronzone con i comandanti Fabio De Luca e Mario Daz. Utilizzate oltre 5 km di manichette antincendio (acqua è stata pescata dal sottostante torrente Fersina), 5 potenti fotoelettriche e decine di torri faro mobili, diverse pinze idrauliche per estrarre i feriti dalle lamiere contorte del treno, oltre a gruppi elettrogeni, motopompe, auto protettori e sollevatori idraulici. Per il trasporto dei feriti dal luogo del sinistro al P.M.A. (Posto Medico Avanzato), utilizzato un carrello ferroviario «Donelli» adibito ad autoambulanza d’emergenza. Sul viadotto di Ponte Alto, parzialmente chiuso al traffico in direzione di Pergine Valsugana, approntato un centro comando e controllo, operativo con 3 canali radio VVF e 4 per i primi soccorsi sanitari. Presente anche il veicolo NBCR (Nucleare Batteriologico Chimico Radioattivo) del 118 in dotazione all’ospedale S.Chiara del capoluogo.

 

  

 

 

 

   

nelle foto: le varie fasi dell’emergenza sulla ferrovia della Valsugana   



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Ultimo aggiornamento ( domenica 28 marzo 2010 )
 
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