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HAITI - Gravissimi i danni del sisma del 7° grado della scala Richter che ha colpito: dai primi rapporti si temono migliaia di morti e ancor più feriti; sconosciuto il numero di persone sotto le macerie. Sebbene manchino dati ufficiali, le persone colpite potrebbero essere 3-5 milioni.
HAITI - Emergenza terremoto 14 gennaio 2010
Quadro generale – Condizione dell’infanzia ad Haiti – L’azione dell’UNICEF – Settori di intervento: sanità e nutrizione; acqua e igiene; istruzione; protezione dell’infanzia preparazione e risposta alle emergenze Gravissimi i danni del sisma del 7° grado della scala Richter che ha colpito: dai primi rapporti si temono migliaia di morti e ancor più feriti; sconosciuto il numero di persone sotto le macerie. Sebbene manchino dati ufficiali, le persone colpite potrebbero essere 3-5 milioni. Gravissimi danni alle infrastrutture pubbliche, compresi ospedali e centri sanitari; interrotte le linee elettriche e gravi i danni alla rete idrica; difficili le comunicazioni, l’accesso e gli spostamenti. Avvio delle procedure UNICEF di risposta all’emergenza in coordinamento con le altre agenzie ONU: attivato un team d’emergenza ONU per coordinare le prime fasi di risposta all’emergenza ed in arrivo le prime squadre d’emergenza. Inviati i primi aiuti UNICEF dall’Ufficio regionale di Panama, dall’Ufficio dell’ UNICEF nella Repubblica Dominicana e dal centro logistico per gli aiuti d’emergenza di Copenaghen sufficienti ad assistere oltre 30.000 famiglie. Tra gli aiuti finora inviati e/o in arrivo: 2.500 kit contenenti utensili per cucinare e 5 mila litrid’acqua; 10.000 teli e tende per ripari d'emergenza; 4.600 taniche per l'acqua; 5,5 milioni di compresse per potabilizzare l'acqua; 556.000 bustine di sali di reidratazione orale; 2 grandi magazzini-tenda per stoccare gli aiuti in loco; 13.848 kg di alimenti terapeutici; kit post-trauma; cisterne idriche; 21 apparecchi GPS e per le telecomunicazioni; kit per l’analisi dell’acqua; kit medico-sanitari; kit per la prima infanzia, kit scolastici d’emergenza, kit socio-ricreativi.
Ad Haiti i peggiori indicatori dell’America latina: 1 bambino su 12 muore prima del 5° anno; 1 su 3 è vaccinato; 1 su 4 è malnutrito; 1 su 2 non va a scuola; 2.500 i bambini di strada della capitale.
Campagna di raccolta fondi d’emergenza immediatamente lanciata dall’UNICEF Italia a sostegno degli interventi dell’UNICEF ad Haiti: stanziamento di 300.000 euro dai propri fondi come primo supporto agli iniziali interventi di risposta.
I. QUADRO GENERALE
Quadro dell’emergenza
Devastanti gli effetti del potente sisma di magnitudo 7 della scala Richter che ha colpito Haiti alle 16,53 del 12 gennaio (le 10,53 in Italia): secondo i primi rapporti dal campo i morti potrebbero essere migliaia e molti di più i feriti, mentre rimane sconosciuto il numero di persone intrappolate sotto le macerie. Sebbene non vi siano per ora dati ufficiali, le persone in qualche modo colpite dal sisma potrebbero variare tra 3 e 5 milioni.Gravissimi i danni alle infrastrutture pubbliche, compresi ospedali e centri sanitari; interrotte le linee elettriche e gravi i danni alla rete idrica; difficili le comunicazioni, mentre accesso e spostamenti sono complicati dai danni alla rete stradale e dalla presenza di macerie e altri ostacoli. Molti edifici pubblici e delle Nazioni Unite sono crollati o risultano gravemente danneggiati. Dalle ultime informazioni a disposizione risulta che, benché danneggiati, sia l’aeroporto di Port-au-Prince che il porto sono funzionanti. Nelle primissime fasi dell’emergenza le priorità sono l’evacuazione e cura dei feriti, l’invio di scorte mediche e la distribuzione d’acqua potabile. Decine le scosse di assestamento finora registrate, le prime delle quali di magnitudo 5,9 e 5,5 della scala Richter. Port-au-Prince e Jacmel sembrano per ora i centri maggiormente colpiti dal terremoto: ingentissimi i danni a Port-au-Prince, dove in base alle informazioni sui crolli degli edifici pubblici, potrebbero essere centinaia di migliaia le persone colpite, e dove si teme un disastro di enormi proporzioni ed una vera e propria catastrofe umanitaria.
Le prime stime riferite da Jacmel dal Rappresentante dell’UNICEF Guido Cornale indicano che almeno il 20% della città, che conta circa 50.000 abitanti, potrebbe essere stata
distrutta dal terremoto: l’ospedale della città, benché parzialmente danneggiato, è in funzione ma pieno di feriti; l’UNICEF stima in almeno 10.000 le persone senza tetto e al
momento sta organizzando due campi di accoglienza, uno all’interno dell’aeroporto ed un altro in un parco cittadino, in modo da radunarvi le persone sopravvissute e organizzare gli aiuti in termini di rifugi d’emergenza, acqua e servizi igienici d’emergenza. Danni di entità ancora incerta si registrano anche nelle città di Carrefour. La risposta dell’UNICEF nelle prime ore dell’emergenza Nonostante i gravi danni subiti ai propri uffici nella capitale Port-au-Prince, l’UNICEF si è subito attivato per fornire aiuto immediato alle vittime del terremoto. In coordinamento con le altre agenzie delle Nazioni Unite presenti sul campo, l’UNICEF sta apprestando la risposta d’emergenza e l’invio di aiuti per garantite il necessario accesso ai servizi igienici, all'acqua potabile e all’assistenza medica. L’UNICEF sta inoltre approntando le misure di protezione per i bambini che versano in queste ore in condizioni di particolare
vulnerabilità e di rischio. Nella città di Jacmel, subito dopo il sisma, UNICEF e WFP hanno fornito una prima assistenza di base e aiuti d’emergenza - tra cui acqua potabile, una cisterna e biscotti – alle circa 4.000 - 5.000 persone che si erano recate nell’aeroporto della città in cerca di aiuto, riuscendo a mantenere le persone calme e al sicuro, in attesa di valutare con maggiore accuratezza i danni arrecati nella città a cose e persone. In questa primissima fase, l’UNICEF ha subito mobilitato 3,4 milioni di dollari per gli aiuti. L’UNICEF
Italia ha immediatamente lanciato una campagna di raccolta fondi d’emergenza a sostegno degli interventi dell’UNICEF ad Haiti e anticiperà dai propri fondi 300.000 euro come supporto ai primi interventi. L’ONU si appresta a lanciare un primo appello di raccolta fondi per la risposta d’emergenza. Il Segretario Generale ha immediatamente reso disponibili 10 milioni di dollari dal Fondo Centrale per le Emergenze Coordinamento dell’emergenza
Come primissima misura è stato subito attivato un team d’emergenza ONU nella confinante Repubblica Dominicana per coordinare le iniziali fasi di risposta: l’UNICEF partecipa con 3 operatori alla centrale operativa/team d’emergenza. I primi esperti per il coordinamento degli interventi dovrebbero giungere nella tarda serata di mercoledì. In queste primissime fasi la risposta d’emergenza dell’UNICEF sta venendo coordinata da Panama, Port-au-Prince e Santo Domingo. Un totale di 5 squadre di emergenza e sono in arrivo dall’Ufficio centrale dell’UNICEF a New York e dal centro logistico di Copenaghen. Invio dei primi aiuti d’emergenza. L’UNICEF ha già predisposto l’invio degli aiuti d’emergenza stoccati presso il magazzino di Panama, dove ha sede l’Ufficio regionale dell’UNICEF per l’America latina e i Caraibi: si tratta in gran parte di aiuti per la potabilizzazione dell’acqua e il ripristino di servizi idrici e igienico-sanitari in condizioni d’emergenza, tende di grandi dimensioni e taniche per la raccolta dell’acqua. E’ inoltre previsto per la tarda giornata di mercoledì un
volo ONU contenente anche aiuti UNICEF, mentre dall’Ufficio UNICEF nella confinante Repubblica Dominicana stanno venendo inviati ad Haiti 500 confezioni di alimenti terapeutici pronti per l’uso. Nello specifico, il dettaglio degli aiuti previsti e in arrivo include per ora delle seguenti scorte d’emergenza: Prevista la distribuzione a Jacmel, nella serata del 13, di 2.500 kit contenenti utensili per cucinare e 5.000 sacchetti d'acqua da 1 litro per consentire la preparazione delle scorte alimentari distribuite dal WFP. Previsto per la serata del 13 l'arrivo a Port-au-Prince del primo volo con aiuti UNICEF per un valore di 500.000$. Le scorte arrivano dall’Ufficio Regionale dell’UNICEF di Panama sfruttando un volo della Croce Rossa Internazionale e sono sufficienti ad assistere oltre 10.000 famiglie. Gli aiuti d’emergenza
comprendono: 10.000 teli impermeabili e tende per allestire ripari d'emergenza;4.600 taniche per la raccolta e conservazione dell'acqua;
5,5 milioni di compresse per potabilizzazione dell'acqua;
556.000 bustine di sali per la terapia di reidratazione orale contro la diarrea acuta;
2 grandi tendoni per allestire magazzini per lo stoccaggio in loco delle scorte;
Kit post-trauma;
Cisterne idriche;
21 apparecchi GPS.
Previsto per la giornata di oggi 14 gennaio di un nuovo volo di aiuti contenente altri teli impermeabili, coperte, kit sanitari d'emergenza, e altri aiuti d’emergenza.
Pronto l’invio dalla confinate Repubblica Dominicana di 13.848 kg di alimenti terapeutici pronti per l’uso contro la malnutrizione una nave cargo con aiuti UNICEF partita dall’Ufficio Regionale dell’UNICEF di Panama è attesa ad Haiti per le 22:00 di oggi 14 gennaio.
La partenza da Panama per Port-au-Prince di un volo charter con 45 tonnellate di aiuti UNICEF è prevista per sabato 16 gennaio. Gli aiuti d’emergenza sono sufficienti ad assistere oltre 20.000 famiglie comprendono:
Kit per l’analisi batteriologica dell’acqua;
Kit medico-sanitari;
Compresse per potabilizzazione dell'acqua;
Kit per lo sviluppo della prima infanzia, contenenti ciascuno materiali educativi, socio ricreativi ma anche per l’igiene e la salute d’oltre 50 bambini tra 0 e 6 anni;
‘Scuole in scatola’, kit scolastici d’emergenza contenenti ciascuno materiali didattici per allestire una classe di emergenza per 80 bambini e 2 maestri;
Kit socio-ricreativi, ciascuno sufficiente alle attività socio-ricreative di circa 90 bambini;
Contenitori per l’acqua;
Teli impermeabili, tende e corde.
Dal magazzino centrale degli aiuti d’emergenza e centro logistico dell’UNICEF a Copenaghen è previsto l’invio di apparecchi per il ripristino delle telecomunicazioni.
Modalità di intervento
Il ruolo centrale, in queste primissime ore, verrà svolto dall’Ufficio sul campo di Haiti, cui spetta il compito di verificare immediatamente natura ed estensione della crisi umanitaria attraverso una prima ed immediata valutazione sul campo della situazione, coordinandosi con il rispettivo Ufficio regionale di Panama e la sede centrale di New York per ciò che riguarda gli interventi prioritari da realizzare; con le altre agenzie dell’ONU e con le autorità nazionali per coordinare gli interventi. Un ruolo fondamentale, soprattutto nelle 48/72 ore
successive l’emergenza, è inoltre svolto dal magazzino centrale per gli aiuti e la logistica di Copenaghen e dagli altri Uffici UNICEF presenti nei paesi limitrofi. La rapidità con cui l’UNICEF è in grado di rispondere ad un’emergenza risiede infatti nello sviluppo e stoccaggio di una serie di kit standard di aiuti pre-assemblati e stoccati nel magazzino centrale dell’UNICEF a Copenaghen, pronti per essere utilizzati in diversi tipi di emergenze, riducendo così i tempi di intervento, anche grazie a una logistica in grado di mobilitare e inviare per via aerea gli aiuti nell’arco di 48 ore, in qualsiasi periodo o giorno dell’anno.
Sistema di risposta rapida alle emergenze
Essendo inoltre Haiti un paese esposto a disastri naturali ciclici, in particolare causati da uragani ed alluvioni, l’Ufficio dell’UNICEF nel paese ha, tra i propri programmi di intervento, uno specificamente dedicato alla preparazione e risposta alle emergenze: il Sistema di risposta rapida alle emergenze. Il sistema di risposta rapida alle emergenze consiste nello stoccaggio di materiali di soccorso pronti per l’utilizzo, di mezzi per la loro distribuzione sul campo e la formazione ad hoc del personale, consentendo quindi di un’immediata
risposta alle emergenze quando queste si verificano ed è una componente regolare dei programmi dell’UNICEF ad Haiti, reso negli anni possibile anche grazie al consistente contributo dell’UNICEF Italia, che ha sostenuto tramite il progetto Proteggere i bambini durante le emergenze. Nel 2008, l’UNICEF Italia ha sostenuto i generali interventi d’emergenza dell’UNICEF, essendo stato conseguito l’obiettivo di costituire 4 magazzini con scorte d’aiuti d’emergenza in località strategiche del paese, obiettivo sostenuto in precedenza, e dal 2009 ha diretto il proprio sostegno agli interventi di lotta alla malnutrizione nel paese.
II. LA CONDIZIONE DELL’INFANZIA AD HAITI
La condizione di donne e bambini ad Haiti
La condizione di donne e bambini ad Haiti risultava già drammatica prima dell’attuale sisma: sconvolta da conflitti politici e disastri naturali ricorrenti, Haiti presenta i peggiori indicatori socioeconomici di tutta l’America Latina e dell’intero emisfero occidentale, in alcuni casi perfino inferiori di quelli dell’Africa subsahariana:
il 50% della popolazione vive sotto la soglia della povertà, con meno di 1 dollaro al giorno, e il 78% con meno di 2 dollari al giorno; il paese figura al 148° posto su 176 per ‘Sviluppo umano’, un indicatore che tiene conto non solo di grandezze macro-economiche, ma anche di indicatori relativi alla qualità della vita, quali la redistribuzione pro-capite del reddito, l’aspettativa di vita media e il tasso di istruzione. Trovandosi sulla rotta stagionale degli uragani caraibici, il paese è costantemente flagellato da alluvioni, tempeste tropicali e smottamenti, il cui impatto è moltiplicato dall’estrema povertà della popolazione, dalla
densità della popolazione – Haiti è il secondo Paese per densità abitativa dell’emisfero occidentale, e dall’incapacità d’intervento delle istituzioni, per carenza di mezzi e preparazione. Negli ultimi 10 anni, oltre 20 disastri naturali hanno causato più di 10.000 morti. Negli ultimi anni, inoltre, violenze diffuse, guerre tra bande e la mancanza di minime condizioni di sicurezza avevano impedito gli interventi umanitari in molte aree metropolitane, in particolare nei sobborghi disastrati di Cité Soleil, Bel Air e Martissant, nella capitale Port-au-Prince.
Principali indicatori sull’infanzia
Mortalità entro il 1° anno di vita: 54/1.000
Mortalità sotto i 5 anni: 72/1.000
Moralità materna: 670/100.000
Accesso all’acqua potabile: 58%
Accesso a servizi igienici di base: 19%
Ritardi della crescita: 22%
Tasso di istruzione primaria: 50%
Mortalità materna, neonatale e infantile
Nessun altro paese dell’America Latina, e pochi altri al mondo se si esclude l’Africa sub sahariana, presenta tassi di mortalità infantile paragonabili a quelli di Haiti: ogni anno, 54 bambini ogni 1.000 nati vivi non raggiungono il 1° anno di vita; 72 non sopravvivono al 5° compleanno - 1 su 12 - con 19.000 bambini sotto i 5 che ogni anno perdono la vita per cause prevenibili o curabili, mentre la mortalità materna registra il decesso, ogni 100.000 parti, di 670 donne per cause legate alla gravidanza.
Salute infantile e malnutrizione
Se mortalità neonatale ed infantile denotano livelli scioccanti, gli indicatori socioeconomici sull’infanzia risultano decisamente peggiori di quelli registrati in America Latina. Molti bambini haitiani non hanno accesso all’assistenza sanitaria di base; le strutture mediche esistenti risultano difficilmente raggiungibili, prive di personale sufficiente e di scorte e attrezzature adeguate. Tra le cause dei bassi tassi di sopravvivenza vi è l’insufficiente copertura vaccinale contro le malattie dell’infanzia: ad Haiti, appena il 53% dei bambini è vaccinato contro difterite, pertosse e tetano, il 52% contro la polio e il 58% contro il morbillo. I tassi di malnutrizione cronica sono particolarmente elevati, soprattutto nelle aree rurali, con il 22% dei bambini - 1 su 4 – che denota ritardi della crescita, con conseguenze spesso permanenti sullo sviluppo fisico e cognitivo del bambino. L’incidenza dell’HIV resta la più alta dell’America Latina - attestandosi al 2,2% della popolazione – ed oltre 6.800 bambini affetti da HIV/AIDS, di cui solo pochissimi hanno accesso a terapie antiretrovirali.
Accesso ad acqua potabile e a servizi igienici
Con 2 haitiani su 3 che vivono con meno di 2 dollari al giorno, l’accesso a beni essenziali come l’acqua potabile diviene una lotta quotidiana per la sopravvivenza. Appena il 58% della popolazione può servirsi di fonti idriche sicure, una percentuale che scende al 19% se si considera l’accesso a servizi igienico sanitari. Non stupisce, dunque, che la diarrea sia tra le cause principali di mortalità infantile. Inoltre, molti bambini non frequentano la scuola perché impegnati nella raccolta d’acqua ad uso familiare, mentre il consumo d’acqua
contaminata è all’origine degli alti tassi di diarrea acuta.
Istruzione
Haiti è l’unico paese dell’America Latina in cui l’istruzione non è gratuita, con centinaia di migliaia di bambini senza accesso alla scuola. La povertà diffusa, inoltre, costringe molti bambini a lavorare per contribuire al reddito familiare, o a prendersi cura dei fratelli minori o dei parenti anziani. Nelle zone rurali le distanze costituiscono un ulteriore ostacolo all’accesso a scuola, mentre nelle aree urbane sono i fenomeni di disagio sociale – quali il crescente numero di bambini di strada o di orfani privi d’assistenza – a costituire barriere
ulteriori all’accesso scolastico. Il sovraffollamento delle scuole e la carenza di risorse per la formazione degli insegnanti pregiudicano infine la qualità dell’insegnamento. Appena il 48% dei bambini e il 52% delle bambine ha accesso alla scuola primaria.
Bambini a rischio
Le ricorrenti crisi politiche e i disastri naturali degli ultimi anni hanno determinato un aumento dei bambini a rischio: nella sola capitale Port-au-Prince sono oltre 2.500 i bambini di strada, in parte orfani – Haiti ha il più alto tasso di orfani dell’America Latina - ma anche bambini fuggiti da ambienti familiari violenti o da comunità rurali poverissime, e che sopravvivono svolgendo lavori umili o mendicando, ma anche di piccoli furti e di prostituzione. A volte i bambini vengono reclutati a forza da gang di strada, vere e proprie bande armate in cui sempre più spesso entrano però volontariamente, quale unico espediente per garantirsi cibo, protezione e rispetto. Le bande arruolano i bambini di strada per crimini vari o per gli scontri con le altre bande; le bambine sono spesso indotte alla prostituzione, o abusate dalle bande rivali come forma di ritorsione e vendetta. Nella sola capitale, l’UNICEF stima che siano circa 1.000 i bambini associati alle bande armate.
Lavoro minorile e traffico di minori
Un bambino su 10 viene sfruttato in lavori domestici presso famiglie benestanti: le bambine rappresentano i 3/4 degli oltre 300.000 bambini lavoratori che, spinti dall’estrema povertà, abbandonano le loro famiglie d’origine, per ritrovarsi spesso in contesti in cui subiscono abusi e violenze, o sottoposti a carichi di lavoro durissimi. Le famiglie più povere sono avvicinate da intermediari senza scrupoli che promettono un futuro migliore per i loro figli, e spesso sono indotte a pagare per il trasferimento illegale nella confinante Repubblica Dominicana, nella speranza che l’emigrazione sia la soluzione a una vita di miseria. Altri
bambini, invece, vengono semplicemente rapiti, cadendo nella rete del traffico di minori oltre confine, per essere sfruttati come lavoratori domestici o, soprattutto per le bambine, nel mercato della prostituzione. L’UNICEF stima che, ogni anno, oltre 3.000 bambini siano trasferiti oltre confine.
III. L’AZIONE DELL’UNICEF
L’UNICEF ad Haiti
L’UNICEF opera ad Haiti mediante programmi di cooperazione quinquennali, che fissano gli obiettivi di sviluppo per settori prioritari d’intervento, in primo luogo sanità e nutrizione, istruzione e protezione dell’infanzia. La strategia dell’UNICEF è accrescere le capacità d’intervento dello Stato e dei partner locali, attraverso la formazione del personale locale, la fornitura di risorse ed aiuti, l’assistenza tecnica e logistica. Tre interventi intersettoriali risultano prioritari: la lotta all’HIV/AIDS, le pari opportunità nei diritti e nell’accesso ai servizi, l’efficienza operativa del sistema permanente di preparazione e risposta rapida alle
emergenze.
Interventi d’emergenza
Sebbene l’obiettivo complessivo sia porre le basi per uno sviluppo duraturo e sostenibile, la crisi politica e i disastri naturali degli ultimi anni hanno necessariamente dato priorità agli interventi d’emergenza, con concentrazione di mezzi e risorse nelle aree più colpite, a beneficio però di una parte minoritaria della popolazione infantile. Nonostante la situazione resti precaria, l’UNICEF sposterà progressivamente mezzi e risorse su interventi a più largo impatto e di carattere nazionale. Insieme agli interventi d’assistenza nelle aree colpite da disastri, si porrà nuova enfasi sulla cooperazione con il Governo per promuovere decisioni
politiche a favore dell’infanzia, come la destinazione di più larghe fette di bilancio ai servizi sociali e la creazione di servizi d’assistenza specifici per i gruppi a rischio: bambini di strada, bambini senza accesso a scuola, bambini non ancora vaccinati, bambini colpiti direttamente o indirettamente dall’HIV/AIDS.
IV. INTERVENTI E RISULTATI NEL 2008
SANITA’ E NUTRIZIONE
Interventi UNICEF
Nel 2007-2008 le campagne di vaccinazioni sostenute dall’UNICEF hanno raggiunto il 58% della popolazione 4 milioni di donne e bambini hanno ricevuto vitamina A 12.000 bambini malnutriti, tra cui 3.000 affetti da malnutrizione acuta, hanno ricevuto cure ed assistenza
Assistenza ostetrica d’emergenza estesa a 15.000 donne
Equipaggiati 37 centri sanitari con apparecchiature e medicinali
40.000 adolescenti coinvolti in campagne di sensibilizzazione e prevenzione sull’HIV/AIDS
ACQUA E IMPIANTI IGIENICO-SANITARI
Interventi realizzati
Esteso l’accesso all’acqua potabile a 100.000 persone
Formati 400.000 haitiani sulla manutenzione e riparazione delle infrastrutture idriche e igienico-sanitarie
Sostegno alle istituzione per l’estensione dell’accesso all’acqua potabile
PROTEZIONE DELL’INFANZIA
Interventi realizzati
Assistiti più di 1.500 bambini e adolescenti a rischio di violenza nelle aree di Cité Soleil
Sostegno ad oltre 2.000 bambini di strada con cure e assistenza di base
Assistenza medica e psicosociale a 1.000 donne e bambini vittime di violenza sessuale
ISTRUZIONE
Interventi realizzati
Assistiti 200.000 bambini in età scolare con diversi programmi volti di inclusione scolastica
Distribuiti 100.000 kit ‘scuole in scatola’ per consentire l’istruzione anche in condizioni d’emergenza
Ristrutturate 18 scuole a beneficio di 20.000 bambini
Accesso per 50.000 scolari a scuole a misura di bambino
Servizi di scuola materna per 3.000 bambini tra 3 e 6 anni
PREPARAZIONE E RISPOSTA ALLE EMERGENZE
Interventi realizzati
Forniti 10.000 kit d’emergenza per l’acqua a 200.000 persone colpite da uragani
Assistenza d’emergenza a 27.000 persone, in maggioranza donne in gravidanza e bambini sotto i 5 anni
Assistenza d’emergenza per il ritorno a scuola per 26.000 bambini.
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