|
-
nella derivazione idroelettrica Molveno-S.Massenza -
Valle
dei Laghi – Da
alcuni anni, grazie alla disponibilità dell’ENEL, è
possibile visitare l’imponente centrale idroelettrica di
S.Massenza, realizzata alla fine della 2ª guerra mondiale, tra
il 1948 e il 1957.
Impianto scavato nelle viscere del Monte Gazza
dall’allora Società Idroelettrica Sarca Molveno (S.I.S.M.),
in seguito passata all’ENEL con la nazionalizzazione dell’energia
elettrica. Per quegli anni fu sicuramente un lavoro grandioso, con la
messa in opera di sei gruppi Pelton orizzontali e un gruppo Francis
verticale. Alla centrale fanno capo due derivazioni idroelettriche,
denominate rispettivamente S.Massenza 1 e 2. Le acque alimentate dal
bacino imbrifero del torrente Sarca, sono derivate per S.Massenza 1
dal lago di Molveno e per S.Massenza 2 dal bacino di Pontè
Pià. L’impianto ha incominciato a produrre energia il 30
marzo 1952 e negli anni successivi, sino al 1957, con l’entrata
progressiva di tutti gli attuali gruppi di produzione. Nel 1965
l’attuale assetto fu terminato con la messa in opera di due
gigantesche pompe. Al pubblico, invece, non è consentita la
visita all’altrettanto imponente galleria in pressione, lunga 5.230
metri e dal diametro di 4,80 metri, che attraverso il Monte Gazza, al
quale fa capo a due condotte forzate (in roccia) collegate alla
centrale di S.Massenza. Questa galleria parte dallo specchio lacuale
di Molveno, con due svasi posti rispettivamente a quota 740 (svaso
normale) e 709 (svaso eccezionale), calando verso l’imbocco
sovrastante la Valle dei Laghi (visibile percorrendo l’arteria
provinciale Lon-Ranzo) a quota 685,50. A Molveno, è stata
realizzata anche un’opera di presa a quota 845,56, collegata con
una “camera argani” e due pozzi di manovra profondi 136 metri.
Nella galleria in pressione troviamo due paratoie-saracinische delle
dimensioni di 3,20x1,70 metri, e nella parte terminale un pozzo
piezometrico con vasca di espansione a quota 861,95. Ovviamente a una
quota maggiore rispetto all’invaso maggiore consentito nel lago di
Molveno a quota 840. Prima che l’acqua convogliata nella galleria
in pressione, precipiti a valle per 430 metri di dislivello nelle due
condotte forzate, del diametro rispettivamente di 2,60 e 2,40 metri,
annegate in tubi d’acciaio nel calcestruzzo per una lunghezza di
733 e 834 metri, il prezioso liquido che alimenta le turbine della
centrale, è adeguatamente regolata nella “camera valvole”.
Lungo questo percorso, qualora vi fosse la necessità, è
possibile accedervi tramite una “finestra” intermedia. L’acqua
garantisce una produzione di circa 1400 milioni di kWh l’anno (600
nella stagione invernale, 800 in quella estiva e autunnale), grazie
alla potenza erogata da 4 gruppi da 70.000 kVA, 2 gruppi da 35000 kVA
e 1 da 25.000 kVA. Un viaggio nelle viscere della montagna, ai più
sconosciuti, con ben 46,5 km di gallerie e condotte scavate nella
roccia, con 3 prese principali e 8 prese minori. Un motivo in più,
dopo questo “viaggio”, per risparmiare energia elettrica,
pensando a quanto lavoro vi sia all’origine il semplice gesto di
accendere una lampadina.



nelle
foto: la camera valvole (particolari), la galleria in pressione,
derivazioni in roccia, l’uscita della galleria verso la Valle dei
Laghi.
|