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Sahara Occidentale-Repubblica Araba Sahrawi Democratica |
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di Roberto Franceschini
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Pagina 2 di 2 Unica oasi in questo sterminato deserto. Negli altri campi profughi, invece, sono consegnate diverse tonnellate di materiale sanitario per i presidi medici, mentre altri generi sono utilizzati per delle scuole e dei centri di formazione professionale. Tutto questo è possibile grazie ad una parte della quota d’iscrizione dei maratoneti e dei loro accompagnatori. Da ricordare anche la «mini maratona» per i bambini nel villaggio di Smara, con una partecipazione a dir poco entusiasmante e uno spettacolo teatrale con dei clown spagnoli. Del resto questa è la filosofia che anima i promotori quest’evento culturale e sportivo. Uno sforzo non solo per aiutare materialmente questo popolo, ma soprattutto per far conoscere al mondo intero, con una corretta informazione, questo enorme dramma umano. I Sahrawi sono un popolo meraviglioso che ti donano, quanto possiedono senza nulla chiederti in cambio. Loro unico desiderio è di condividere con l’ospite un bicchiere (khes) di the, preparandolo seguendo un preciso rito (nasna-shei), con una teiera (berred) su di un braciere (frnei) nella loro casa-tenda (jaime). Il primo bicchiere che si sorseggia è «amaro come la vita, il secondo è dolce come l’amore, il terzo è soave come la morte». Questo è il popolo del deserto e in ciò sta l’essenza pacifica e la forza di una resistenza quotidiana, alla quale la comunità internazionale deve oggi dare un appoggio definitivo e concreto. lasciò campo libero all’invasione militare da parte del Marocco e della Mauritania. Pur essendo questo territorio molto arido, questa zona del deserto del Sahara è molto ricca di giacimenti di fosfati, e la sua costa atlantica è tra le più pescose del nord-est dell’Africa. Per oltre 1200 anni vi hanno abitato le popolazioni

nelle foto: alcuni momenti ai campi profughi, della maratona e volti di bambini
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Ultimo aggiornamento ( giovedì 06 dicembre 2007 )
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